Correva l’anno 2008: Genoa vince a Palermo dopo ben 73 anni

Per i rossoblù segnarono Figueroa, Milanetto e Konko

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Abdoulay Konko con la maglia del Genoa (Foto Michael Steele/Getty Images)
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Nel 2008, dopo novantacinque anni, la Pasqua, molto «bassa», tornò a ricorrere il 22 marzo (il secondo giorno possibile, dopo il 21, in cui è stata festeggiata per l’ultima volta nel 1818). Com’è tradizione dal 1979, il turno di Campionato venne anticipato al sabato. Il Genoa scese in campo a Palermo, dove aveva ottenuto al terzo incontro (dopo un pareggio e una sconfitta) domenica 10 novembre 1935 una vittoria per 1-0, dopodiché erano seguiti dieci pareggi e tredici sconfitte. Il lunghissimo «digiuno» di vittorie dei rossoblù nel capoluogo della Sicilia ebbe termine proprio in quell’occasione.

L’incontro si mise inizialmente bene per i padroni di casa, che al 23’ del primo tempo passarono in vantaggio con un calcio di rigore concesso dal signor Paolo Tagliavento di Terni per un intervento del brasiliano Gleison Pinto dos Santos, che colpì sia il pallone che la gamba sinistra di Edinson Roberto «el Matador» Cavani Gómez (l’attaccante uruguayano fu costretto a lasciare due minuti dopo il campo, sostituito dal serbo Boško Janković) e trasformato con un forte tiro, che passò sotto il ventre di Alessio «Gatto» Scarpi, gettatosi sulla sua destra, dall’italo-brasiliano Amauri «Ama» Carvalho de Oliveira. Sei minuti dopo gli ospiti pervennero al pareggio con un tiro ad effetto di interno sinistro da 23 metri circa dell’argentino Luciano Gabriel «Lucho» Figueroa (quel giorno schierato da Gian Piero «Gasp» Gasperini al posto di «Super» Marco Borriello I, che gli sarebbe subentrato al 16’ della ripresa) che sorprese fuori dai pali il portiere Alberto «Jimmy» Fontana. e si infilò in porta dopo che il pallone aveva colpito il palo interno destro).

Nella ripresa, al 5’, i rossoblù misero la «freccia del sorpasso» con Omar «Hannibal» Milanetto, abile a capitalizzare in scivolata di destro un cross dalla sinistra di Figueroa in un’azione di contropiede innescata da un errore di Janković, che due minuti dopo andò vicinissimo a farsi perdonare dai tifosi locali, colpendo con un gran tiro la traversa. Giunse, invece, al 16’ la terza segnatura rossoblù, realizzata, su calcio d’angolo dalla sinistra di Milanetto, dal franco-senegalese Abdoulay «Bubu» Konko, il cui colpo di testa si infilò vicino al palo destro. Prima della bella rete di Amauri (un tiro ad effetto di interno destro da 18 metri circa, che sembrò quasi con la traiettoria del pallone che incocciò il palo interno sinistro «a specchio» rispetto a quello di Figueroa nel primo tempo) che chiuse l’incontro i due portieri negarono con un grande intervento ciascuno la possibilità che il divario tra le due squadre si riducesse (diagonale di sinistro di Federico «Balza» Balzaretti respinto a mani aperte e poi ribadito di testa oltre la traversa dal brasiliano Fábio Henrique Simplício al 25’) e si dilatasse (respinta con la mano destra su colpo di testa di capitan Marco Rossi al 45’).

Francesco Guidolin, l’allenatore del Città di Palermo che nella turbolenta estate di tre anni prima aveva deciso di non seguire il Genoa, da cui era stato ingaggiato, in Serie C1 dopo la retrocessione a tavolino per l’illecito sportivo nell’incontro vinto 3-2 dai rossoblù in casa con il Venezia sabato 11 giugno 2005, venne licenziato dal presidente Maurizio «Zampa» Zamparini, che richiamò sulla panchina dei rosanero Stefano «carta vetrata» Colantuono.

Stefano Massa

(Membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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