MARINO: «Non ci sono attenuanti». MONTELLA: «Catania cinico»

Catania – «Un pomeriggio da incubo». Così mister Pasquale Marino commenta la gara genoana sul verde del Massimino di Catania. Il coach rossoblu ha sostenuto che la condizione atletica dei giocatori era buona ma che gli undici calciatori sono entrati in campo timorosi ed impauriti. «Ogni settimana siamo costretti a cambiare – ha affermato Marino […]


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Catania – «Un pomeriggio da incubo». Così mister Pasquale Marino commenta la gara genoana sul verde del Massimino di Catania. Il coach rossoblu ha sostenuto che la condizione atletica dei giocatori era buona ma che gli undici calciatori sono entrati in campo timorosi ed impauriti. «Ogni settimana siamo costretti a cambiare – ha affermato Marino – per via degli infortuni e questo non deve farmi cercare attenuanti». Marino, in sala stampa, è incalzato dalle domande dei giornalisti su un Genoa “colabrodo” nelle gare lontano dalle mura amiche: «Non sono riuscito a vedere la squadra che ho visto domenica scorsa e nelle ultime partite domestiche», ha detto l’allenatore di Marsala che ha poi giustificato le scelte tecniche del secondo tempo. «Il due a zero ci ha tagliato le gambe e sono riapparsi i fantasmi del passato. L’inserimento di Zè Eduardo non poteva certo risolvere la partita. Ho cercato di dare più peso alla manovra offensiva», ha concluso Marino. Forse questo Genoa inizia ad essere troppo “Gilardino-dipendente”. Per la cronaca: Pasquale Marino ha ricevuto un lunghissimo applauso, da parte della tifoseria etnea, subito dopo esser stato menzionato dalla speaker del “Massimino” al termine della lettura della formazione ufficiale del Genoa. Una nota di encomio alla tifoseria di casa che non ha mai cessato di incitare la propria squadra e che non ha mai urlato “contro” il Vecchio Balordo.

Sul fronte etneo, invece, “gongola” Vincenzo Montella. «Oggi è andato in campo un Catania molto cinico». Ma l’ex rossoblucerchiato garantisce di non aver ecceduto nel cinismo “marca Liotru” per il suo burrascoso passato genovese (sponda Genoa). «Non provo assolutamente rancore per chi ancora oggi mi vede come un traditore, per i tifosi genoani e per la società», ha affermato Montella. Poi precisa: «Dopo l’anno in B col Grifone fui riscattato dall’Empoli (il giocatore era in comproprietà, ndr) che mi girò alla Samp. A 21 anni non potevo perdere la possibilità di giocare in una squadra di serie A ed al fianco di grandi campioni», ha chiosato l’allenatore campano.

Ci sarebbe piaciuto sentire il parere di Marco Rossi, capitano di una squadra sempre più alla deriva quando gioca in trasferta, ma ha preferito allontanarsi senza rispondere alle nostre domande.

Alfonso Magno

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