LETTERE: la grande delusione dei tifosi per la cessione di Piatek

L'opinione dei lettori di Pianetagenoa1893.net: non piace la vendita dell'attaccante che rischia di creare problemi al Genoa per la lotta per la salvezza

1595
Piatek
Piatek dopo il gol alla Samp (foto di Genoa CFC Tanopress)
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Eravamo, come da copione, rassegnati alla partenza di Piatek, condividendo il fatto che certe offerte non si possono, per una società come il Genoa, con tutti gli annessi e connessi, rifiutare. Ma quello che più lascia senza parole è: perché adesso? Facendo un favore ad una squadra oggi sotto le regole del fair play finanziario vedendolo per due spiccioli e 4 palloni. Quando tutti sanno che a fine anno il prezzo, se il trend del polacco si confermasse, potrebbe essere molto più alto. E poi, la beffa, la famosa frase: a gennaio non si muove nessuno!!!

E chi al suo posto?

Caro Presidente, Le domando: perché adesso?

Roberto Rusconi – Roberto.Rusconi@lc3trasporti.com

****

Trenta-quaranta anni fa,al  sabato sera dopo (essermi messo da parte i soldini) andavo a letto presto perché alle 5 della mattina mi dovevo alzare per prendere l’autobus che mi portava alla stazione di Santa Maria Novella di Firenze per prendere il treno delle 6,35 per Genova, a volte da solo a volte in compagnia. Il Grifone giocava alle 14,30. Partivo carico ed entusiasta con il mio bandierone smontato e spesso tornavo deluso. Ma per me era una “domenicona”, passata nella Nord, con un pezzo (anche 3 o 4) di focaccia e qualche parente incontrato. Spesso erano partite di B, ma vedevi il Genoa con la speranza di un miglioramento, nell’attesa del presidente giusto. Eravamo tanti, non seduti su un divano. Altri tempi, certo ero anche più giovane, ma ora gli orari voluti dalle televisioni e un presidente interessato solo al proprio profitto ed assoggettato alle odiose grandi del calcio italiano mi fanno ricordare quei tempi come stupendi.

Massimo Roba – robamax893@gmail.com

****

Buongiorno direttore,

scrivo queste poche righe perché da tifoso genoano credo che questa dirigenza continui a fare tutto e di più per allontanare la passione intorno alla prima squadra d’Italia. Siamo diventati la succursale delle cosiddette Grandi e nonostante le continue cessioni non abbiamo partecipato alla Europa League perché non avevamo la licenza Uefa.

Dire a mio figlio di 4 anni che Piatek è stato ceduto al Milan dopo che aveva voluto in regalo la maglia non è facile. A prescindere da quanto porta alle casse del Genoa sicuramente non risolve i problemi che ci sono da anni, ma soltanto l’ennesima delusione.

Questo calcio non mi appartiene più.

Marco Gaggero – m.gaggero@hotmail.it

****

La società si è avvicinata al mercato di gennaio con rassicuranti dichiarazioni relative alla ferma intenzione di non far partire nessun giocatore di “rilievo”. Tale scelta sembrava coerente con una posizione di classifica per nulla rassicurante e con le lezioni che la storia ci ha impartito con le cessioni di Rincon e Pavoletti. Allora ci trovammo tutti a rimpiangere i due giocatori e il nostro presidente ammise gli errori di valutazione riproponendosi di non cadere più nell’errore.

Oggi la squadra ha estremo bisogno di un ritocco al centrocampo che è stato il tallone di Achille della prima parte del campionato; una prima parte del campionato che non è stata drammatica anche grazie all’attacco che ha messo una pezza alle carenze generali contribuendo a conquistare una buona parte dei punti. Al momento a centrocampo non è arrivato nessuno. Ed ecco che continuo a leggere notizie della vendita del nostro “bomber” al Milan. Ma allora la storia non ha insegnato nulla! Come al solito nel mese di gennaio, in posizione di classifica per nulla sicura, invece di correggere gli errori estivi corriamo a vendere i migliori.

Siamo proprio sicuri di riuscire a salvarci (le squadre di coda sono dietro l’angolo) privandoci del giocatore che occupa la parte di testa della classifica marcatori?

Leggevo della necessità di ascoltare le super proposte della società rossonera……. bene, dove sono? Forse stimolando l’asta, a giugno, Real Madrid o altri potevano fare meglio … e comunque in un momento di costruzione della squadra e non a metà campionato, non in piena lotta retrocessione.

Ed ecco che per due volte la società si comporta nell’esatto opposto a quanto dichiarato.

I tifosi dovrebbero essere trattati con rispetto e con dignità. Sappiamo bene che è il calcio delle plusvalenze. Il tifoso è parte del “gioco” e del meccanismo economico e credo abbia il diritto di “godersi” un giocatore per almeno un campionato e non vederselo venduto dopo solo pochissimi mesi. La nostra società sembra essere il supermercato delle altre società, sempre pronti a vendere senza un progetto tecnico visibile. Vendere, va bene …ma con dignità. Vendere per costruire anche con giocatori anche di prospettiva e non con i soli e soliti parametri zero oppure con giocatori provenienti da gravi infortuni sperando nel miracolo. Thiago Motta capita una sola volta!

Cari amici della redazione il tifoso rossoblù ha un cuore grande cosi, ma non può essere sempre sbeffeggiato da tutti e trattato come terra di conquista. Il tifoso rossoblù ha la sua dignità!

Giocare, vincere, perdere, ma in modo sempre dignitoso e con il rispetto di tutti.

Grazie per aver accolto il mio sfogo sperando di non dover soffrire troppo nel girone di ritorno.

rvalda@libero.it

****

Condivido pienamente quanto affermato nell’articolo di Federico Santini del 21 gennaio 2019, in particolare vorrei affrontare due questioni: la prima riguarda il passaggio di Piatek al Milan, c’é da osservare che certamente si potevano anche verificare altre strade (esempio il Real Madrid ) che avrebbe voluto il giocatore a giugno, inoltre questa cessione aggrava la situazione sul fronte della salvezza; non abbiamo ad oggi ingaggiato un attaccante in doppia cifra, sperare in Favillli o in Pandev con tutta la stima che ha il popolo Genoano non credo che basti.

C’é da considerare che il segnale e gli input che vengono dati alla squadra e ai tifosi, non sono certamenti tranquillizzanti in riferimento anche alle partenze oramai definite di Romero e Kouamé.

La seconda questione è che con quanto sta accadendo ed è accaduto (vendita società, mancata iscrizione alla Uefa League conquistata sul campo, l’allontanamento di Gasperini e di Ballardini in seguito) gli ultimi avvenimenti stanno a dimostrare, che si è chiusa definitivamente l’esperienza di Preziosi che pur avendo tenuto la squadra per più di dieci anni in A oggi sta dilapidando quanto fatto di buono.

Tra l’altro questo atteggiamento ha aumentato il divario tra i tifosi e la presidenza.

Credo che oggi bisogna chiedere a Preziosi, se come dice vuol bene al Genoa di trovare un acquirente veramente e vendere il Genoa, cioè bisogna avere la volontà di passare la mano senza cercare di guadagnarci ma pensare solo al Genoa ai tifosi e alla nostra città.

Giuseppe Picciotto – pino.picciotto@gmail.com

****

Mi chiamo Paolo Guidetti, professore ordinario all’università di Nizza (Francia), genovese e genoano. Di famiglia di Sampierdarena votata all’altra “sponda” fui portato per la prima volta allo stadio durante un derby alla fine degli anni ’70, nella sud. Alla fine della partita dichiarai “Scusatemi, ma a me piacciono più gli altri, quelli con i colori rossoblu e il grifone d’oro!”. Fu una vera a propria conversione, era nel DNA. Perché anche se poi si diviene adulti, quando si parla del Genoa le emozioni spazzano via la razionalità.

Per questa ragione non riesco a non scrivere di fronte all’ennesimo scempio del legale rappresentante, che per l’ennesima volta ha smantellato quanto di buono questo anno avevamo. Non è competente, come dicono molti, compra decine di giocatori sapendo che statisticamente qualcuno emergerà, per poi venderlo. Non c’è nessun progetto dietro, solo un folle potrebbe crederci.

Dopo anni amari sembrava si profilasse un anno decente. Ma il legale rappresentante non può fare i suoi affari calciomercateschi senza creare tensione con il popolo rossoblù, che è il vero proprietario morale di quel patrimonio di storia e identità che è il nostro Zena. E così via un allenatore come Ballardini per prendere Juric, il più disastroso dei tecnici, e via anche Piatek che, come lui disse, insieme a Perinetti, da Genova non si muove fino a giugno. Parole che contano nulla le sue. Ma quante centinaia di milioni di euro devono entrare nelle casse del Genoa per porre fine a questa farsa dei conti che devono essere a posto? E’ sempre l’anno dopo che andrà meglio, ma alla fine ci sarà sempre un anno dopo…..mentre quelli in corso sono sempre più allucinanti.

Ora però deve venir fuori davvero qualcuno o anche una cordata, possibilmente di genovesi, che si prendano a cuore il Genoa e con esso risollevino l’immagine della nostra città, già martoriata da tanti eventi funesti.

Paolo Guidetti – paoguide@libero.it

****

Presidente Preziosi, le scrivo queste righe con il cuore in mano. Il cuore di un padre che abita fuori Genova e fatica a trasmettere la passione per il Genoa a suo figlio di sei anni. Un figlio che non riesce anni capire come mai i suoi amici di scuola possano applaudire i loro beniamini per anni, mentre da noi durano una sessione di mercato. Il suo atteggiamento non ha alcuna giustificazione perché sono anni ormai che fa promesse senza mantenerle da Milito abbiamo smesso di sognare di avere un motivo di macinare chilometri per venire allo stadio se non quello di sostenere i colori e la nostra storia, una storia centenaria nella quale poteva essere ricordato come il presidente del riscatto mentre invece passerà alla storia come colui che ci ha portato in serie C per illecito sportivo, negato la Europa League a favore della Sampdoria e trasformato la squadra in un supermercato del calcio. Nessuno in Italia compra e vende come fa lei ottenendo risultati ben migliori.

Con il cuore in mano, sempre che le interessi davvero, ho preso la decisione di non venire più allo stadio fino a quando ci sarà lei. Le chiedo di vendere il Genoa. Non importa a chi, non importa tornare in serie B. L’importante è poter tornare allo stadio con mio Figlio a sostenere il Genoa. Perché non voglio che veda in lei un esempio da seguire perché l’arroganza e le bugie non sono cose da far imparare ad un bambino.

Massimo Tagino – Massa taggia1982@gmail.com

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.