Correva l’anno 1974: sul neutro di Piacenza, il Genoa fu sconfitto dal Napoli

Il Grifone perse 1-2 nell’unico incontro casalingo giocato senza la superiorità numerica dei propri tifosi

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Stagione 1973-74: il Genoa prima dell'incontro pareggiato 1-1 in casa contro il Cagliari domenica 9 dicembre 1973. in piedi, da sinistra a destra: M. Corso, Rosato, Maggioni, Busi e Spalazzi; accosciati, da sinistra a destra: Maselli, Bittolo, Derlin, Perotti sr., R. Pruzzo e Simoni (Foto di OldFootballPicture da Wikipedia)

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Il tanto atteso campionato del ritorno in Serie A, che era stata lasciata domenica 6 giugno 1965, si concluse mestamente per il già retrocesso Genoa dopo poco più di sette mesi dall’inizio del torneo, domenica 19 maggio 1974, a Piacenza dove i rossoblù, giunti alla sesta sconfitta consecutiva al termine dell’incontro, giocarono – a causa della squalifica del campo per le intemperanze di alcuni loro sostenitori nei confronti del signor Paolo Casarin di Milano al termine di Genoa-Torino 0-2 di domenica 21 aprile – la terza partita in campo neutro delle quindici casalinghe (alle cinque sconfitte al “Luigi Ferraris” si aggiunsero quelle di tutti gli incontri disputati in campo neutro: l’1-2 contro il Cesena a Pisa di domenica 24 marzo, lo 0-1 contro il Milan di sabato 4 maggio a Lucca e l’1-2 in quell’ultima giornata contro il Napoli).

La formazione più stimolata tra le due che scesero in campo era sicuramente quella partenopea, che, non perdendo l’incontro, aveva assicurato il terzo posto alle spalle della Lazio, per la prima volta nella sua storia campione d’Italia, e della Juventus. L’incontro è stato scelto per questa rubrica essendo l’unico Genoa-Napoli in cui i rossoblù non hanno goduto della superiorità numerica di tifosi (anzi, quel giorno, furono più i napoletani, in genere residenti nell’Italia settentrionale, che pagarono il biglietto, dei genoani che non vollero rinunciare all’ultima partita per cui valevano i loro abbonamenti).

L’incontro fu dominato nel primo tempo dal Napoli, che reagì subito all’occasione genoana del 7’, quando, imbeccato dal compagno di reparto Sidio «il Best rossoblù» Corradi, il centravanti Antonio «Tony» Bordon aveva sfiorato la rete con un colpo di testa: all’8’ il portiere Giuseppe «Bibi» Spalazzi anticipò con una spericolata uscita bassa. su un maldestro passaggio all’indietro di Sergio «Rosso» Rossetti, il centravanti brasiliano Sergio «el Gringo» Clerici, che lo avrebbe chiamato a un non facile intervento con un gran tiro sei minuti dopo; al 30’ Giorgio «Long John Guitar» Braglia, che al 16’ aveva impegnato da distanza ravvicinata l’estremo difensore genoano, lo batté per la prima volta con un «tap-in«» su tiro da una ventina di metri di Luigi Pogliana non trattenuto, per ripetersi nove minuti dopo con una deviazione volante su cross di Antonio Albano, che aveva battuto un calcio d’angolo, facendosi restituire il pallone da Esposito.

Al rientro dagli spogliatoi, all’interno dei quali l’allenatore Arturo «Sandokan» Silvestri (alla sua ultima «panchina» in carriera) era riuscito evidentemente a «toccare le corde giuste» per avere dai suoi giocatori una reazione d’orgoglio, il Genoa apparve meno remissivo, riuscendo ad accorciare le distanze dopo una dozzina di minuti con Roberto «faccia d’angelo» Rosato (alla sua unica segnatura nel quadriennio rossoblù), inseritosi a sorpresa in area di rigore su una punizione dal limite che Mario «Mariolino» Corso (erano curiosamente i due giocatori che avrebbero dovuto elevare il tasso tecnico della squadra che aveva dominato il campionato cadetto) aveva fintato di appoggiare a Bordon, che era vicino a lui, per favorirne la battuta in porta. Al 28’ il signor Ezio Motta di Monza rilevò gli estremi del gioco pericoloso ai danni del portiere partenopeo Pietro «Gedeone» Carmignani in una giocata in acrobazia di Corradi, che poi aveva segnato sulla respinta di Salvatore Esposito, annullando la rete che avrebbe dato il pareggio al Genoa. A tre minuti dalla fine l’arbitro brianzolo annullò una rete alll’altro brasiliano del Napoli, Faustino Jarbas «Cané», perché aveva ricevuto il pallone in posizione di fuorigioco.

TABELLINO

Piacenza, domenica 19 maggio 1974, Stadio “Comunale”

Genoa-Napoli 1-2 [XXX giornata del Campionato Italiano 1973/1974]

Arbitro: Motta [Monza (MI)]

Spettatori: Tredicimila circa

Marcatore: nel 1° tempo G. Braglia (N) al 30’, G. Braglia (N) al 39’; nel 2° tempo Rosato I (G) al 12’

Genoa: 1 Spalazzi, 2 Della Bianchina, 3 S. Rossetti (dal 37’ del 2° T.: 13 Derlin), 4 Maselli, 5 Rosato, 6 Busi, 7 Mendoza., 8 Bittolo, 9 A. Bordon, 10 M. Corso, 11 S. Corradi.. Allenatore: A. Silvestri.

Napoli: 1 Carmignani, 2 Ripari, 3 Pogliana, 4 S. Landini I, 5 Bruscolotti, 6 Orlandini, 7 Albano (dal 13’ del 2° T.: 14 Canè), 8 Juliano, 9 S. Clerici, 10 Esposito, 11 G. Braglia. Allenatore: Vinicio.

Note: la partita si gioca sul campo neutro per la seconda ed ultima giornata di squalifica per le intemperanze di alcuni tifosi rossoblù nei confronti dell’arbitro Casarin [Milano] al termine di Genoa-Torino 0-2 di domenica 21 aprile 1974; solamente una parte degli 8231 abbonati del Genoa è presente sugli spalti al seguito della squadra ormai matematicamente retrocessa, mentre gli 8820 paganti sono quasi tutti tifosi del Napoli.

Stefano Massa

(membro del Comitato Storico Scientifico del Museo della Storia del Genoa)

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