Genoa: la sorpresa del ‘come’, la certezza del ‘se’

Non c'era alcun dubbio sul fatto che il Grifone non si sarebbe scansato di fronte al Napoli; errore decisivo nella marcatura a zona

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Galabinov contrasta Zielinski (Foto Francesco Pecoraro/Getty Images)
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Per non fare torto ad André Silva, il destino ha voluto che Raul Albiol tornasse al gol (dopo più di due anni) contro il Genoa. Coincidenze o incidenze del pallone, quello scagliato da Mertens in area di rigore a venti minuti dal termine. Il Grifo ha mollato la presa quando la partita imboccava l’ultima curva prima del rettilineo. A giusta ragione Ballardini si dice contento perché in campo ha visto ciò che ha chiesto: generosità reciproca, una parola in meno e una corsa in più. Il Napoli, di conseguenza, ha sudato e vinto con merito.

Non c’era alcun dubbio sul fatto che il Grifo non si sarebbe scansato di fronte alla seconda in classifica. Semmai è stata una piacevole sorpresa constatare il clamoroso errore fatto in settimana sul “come” il Genoa avrebbe affrontato la trasferta napoletana. Niente blocco basso e ripartenze ma una proposta tecnica gradevole nei tempi e negli spazi, ironia della sorte contro la squadra che – a detta di molti – gioca il miglior calcio (in Europa, addirittura). Ballardini non ha emulato Semplici contro la Juventus, nemmeno la Juventus al San Paolo, catenacciara ma vincente: il tecnico di Lugo ha provato a giocarsela con dignità.

Lazovic ha avuto un ruolo determinante perché immediatamente dopo ogni intercetto doveva partire veloce verso la metà campo sarrista e fare male negli spazi: c’era riuscito quando il pubblico allo stadio doveva ancora prendere posto dribblando la montagna Koulibaly dimenticandosi, però, di alzare la testa per scorgere in area un manipolo di compagni in superiorità numerica. La dispendiosa tattica del Genoa ha funzionato per oltre un’ora, prima della crescita del Napoli, del preventivato calo e del decisivo errore (il secondo dopo il palo di Insigne) nella marcatura a zona. Il Grifo, nonostante il risultato, esce dal San Paolo avendo sorpreso nel “come” ha disputato la partita, consapevole che non sarà un problema “se” riprodurla in futuro.

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