Italia-Svezia, in campo tre ex rossoblù

I tre ex giocatori del Genoa in campo durante la gara dell'Europeo vinta dagli azzurri

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Stefano Sturaro (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
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Italia-Svezia si è confermata una partita ostica e agnostica per i colori azzurri. Il colpo di tacco di Ibrahimovic nel 2004 è stato un episodio incastonato tra le tante partite che, nel mentre, la Nazionale ha vinto senza mai vinto marcare due gol di scarto. L’ultima nostra vittoria larga risale, addirittura, al 1971. Ci ha pensato Eder, imbeccato da una coraggiosa spizzata di Zaza, a portare l’Italia agli ottavi di finale con una gara d’anticipo. Il ct Conte ha voluto fortemente l’italo-brasiliano nella spedizione francese perché è una seconda punta incline al sacrificio.

In campo sono scesi anche tre ex genoani. Il primo è Andreas Granqvist, colossale difensore centrale transitato in rossoblù nel biennio 2011-2013. Furono annate difficili, con salvezze sudate fino all’ultima giornata. Granqvist, ora al Krasnodar, ha disputato un grande match contro l’Italia: di fatto ha annullato Pellé giocandogli sull’anticipo. Il resto l’ha fatto il suo metro e novantadue e i quasi novanta chili di muscoli. È andato in difficoltà con l’ingresso dello juventino Zaza, più dinamico del leccese, che attaccava costantemente la profondità partendogli da dietro. Assieme a Eder ha formato una coppia che non dava appigli alla retroguardia svedese.

Grande gioia per Stefano Sturaro, subentrato a cinque minuti dal termine. L’ex centrocampista cresciuto nelle giovanili del Genoa ha segnato il suo debutto in una competizione ufficiale con la maglia color Savoia. Tradiva una certa emozione, a giudicare dai palloni calciati con una calma terrificante per il ct. La gioia raddoppiava tre minuti dopo, al gol vittoria. Conte l’ha convocato a sorpresa, preferendo la sua dedizione alla qualità del palleggio di Jorginho: con il passaggio del turno in tasca salgono le sue quotazioni per vederlo titolare contro la Repubblica d’Irlanda.

Infine Thiago Motta, il più esperto, entrato in campo a un quarto d’ora dal termine per rilevare l’ammonito De Rossi. Ha schermato ancora di più la già solida difesa azzurra, intercettando palloni e bloccando le linee di passaggio degli avversari svedesi. Pure lui è un ex rossoblù, resuscitato nel 2009 dalla magica cura dello staff medico del Genoa. “Quando posso guardo ancora le partite del Genoa: sono rimasto in contatto con amici a Genova e sono sempre attaccato alla squadra e i suoi tifosi che spero mi ricordino come qualcuno che ha dato tutto in quell’annoci raccontò in passato in un’intervista.

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