ESCLUSIVA PG Lupo Greco: “Il ritardo di un transfer mi aprì la strada in rossoblu. La forza del mio Genoa? La consapevolezza”

L'ex rossoblù parla anche dei prossimi impegni con Lazio, Chievo e Frosinone: "Tre partite in una settimana non sono poche, il Genoa però ha una rosa abbastanza abbondante per affrontare questo mini ciclo. Ballardini ha più giocatori su cui fare affidamento"

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Piatek
Il gol di Piatek al Bologna (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Uno dei giocatori che ha dato il via alla risalita del Genoa in uno dei periodi più bui. La Serie C, poi la cavalcata fino al ritorno in A con la sua firma in alcune reti particolarmente spettacolari, come quella siglata al Brescia. Pianetagenoa1893.net ha contattato Giuseppe “Lupo” Greco per commentare l’avvio di campionato del Grifone e i prossimi impegni alle porte: “Il ritardo del transfer di Nieto mi diede la possibilità di colpire favorevolmente Gasperini. Lazio? Squadra molto forte, ma i rossoblù storicamente hanno dimostrato di poterla mettere in difficoltà”.

Ha partecipato alla risalita del Genoa in uno dei momenti sportivamente più dolorosi della sua storia. Cosa significava giocare per il Grifone in quel periodo?

Era una bella responsabilità perché bisognava creare un nuovo ciclo dopo ciò che era accaduto. Il Genoa era retrocesso e per chi era stato chiamato a vestire quella maglia, oltre all’onore, vi era il peso positivo che si avvertiva in tutto ciò che eravamo chiamati ad affrontare. Eravamo comunque tutti consapevoli della nostra forza e il fatto di avere alle spalle una tifoseria così calorosa era veramente qualcosa che ti aiutava a superare ogni difficoltà.

Episodi particolari?

Ricordo tanti episodi, uno in particolare. A fine ritiro (2006-07) dovevamo giocare la prima partita di Coppa Italia contro lo Spezia e io non sapevo se dovevo rimanere o andare via in prestito. In attacco doveva giocare Nieto, ma non era ancora arrivato il transfer così Gasperini mi chiese se me la sentivo di giocare punta centrale, un ruolo che non avevo mai fatto. Accanto a me c’era Milanetto che sentendo il mister gli disse “Se domani lo fai giocare e ti fa doppietta dopo sono cavoli tuoi” e così andò: feci doppietta e vincemmo tre a due. Ringrazio ancora la federazione per il ritardo del transfer.

La Serie C, poi la risalita in A del 2006/07. L’anno della promozione ha visto come protagoniste alcune sue reti particolarmente belle

L’anno della B ho avuto la fortuna di fare parte di un gruppo composta da giocatori veramente forti con un allenatore che da subito ha creduto in me. Il calcio di Gasperini esaltava le caratteristiche di noi attaccanti e metteva comunque tutti i giocatori nelle condizioni di poter arrivare al gol. È stato un anno veramente bello, impossibile da dimenticare.

Oggi il Genoa è una realtà consolidata della Serie A e domani affronterà la Lazio. Cosa attende il Grifone all’Olimpico?

Una partita difficile. La Lazio è una squadra con pochi punti deboli e la gara contro l’Apollon di Europa League ha messo in evidenza la validità delle alternative a disposizione di Inzaghi, ma il Genoa in passato ha dimostrato di saper far bene a Roma.

Mercoledì invece arriva a Marassi il Chievo, sua ex squadra. Bisogna dosare le energie?

Tre partite in una settimana non sono poche, il Genoa però ha una rosa abbastanza abbondante per affrontare questo mini ciclo. Ballardini ha più giocatori su cui fare affidamento, inoltre c’è un centrocampista da recuperare come Sandro che può diventare l’uomo in più.

Come giudica il Genoa visto fin oggi?

Una squadra senza dubbio valida e con buoni margini di miglioramento. Criscito è stato un colpo sensazionale, Sandro come detto può dare maggiore qualità. Mi ha sorpreso Piatek, un attaccante veramente completo. Le premesse sono buone, spero che il Genoa riesca a raggiungere una posizione di classifica adeguata al suo blasone.

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