Genoa, un punto avanti e due passi indietro

Se il punto incamerato senza subire reti è un elemento positivo, ci sono alcune ombre, come il calo atletico. Mistero Gumus: ma perché non siede neanche in panchina? Potrebbe tornare utile come alternativa in attacco

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Marco Liguori
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Il punto in classifica conquistato contro il Bologna è comunque un elemento positivo per il Genoa, assieme al fatto di non aver subito reti. Tuttavia, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, le due ultime prestazioni contro Cagliari e ieri al Ferraris costituiscono due passi indietro. Avevamo assistito a un precampionato esaltante, a un turno di Coppa Italia passato con grande scioltezza e ai primi due turni in serie A con Roma (pareggio) e Fiorentina (vittoria): una serie di prestazioni della squadra di Andreazzoli che lasciavano intravedere se non “le magnifiche sorti e progressive”, quanto meno una stagione meno problematica e complicata dell’ultima, conclusasi con la salvezza all’ultima giornata. E invece ieri contro i felsinei si è notato un calo, iniziato nel secondo tempo di Cagliari: sia di attenzione, sia soprattutto atletico in una partita con un avversario alla portata del Genoa che si sarebbe dovuta vincere, in considerazione anche del fatto che domenica giocherà a Roma contro la Lazio, squadra tutt’altro che arrendevole. Se tutto ciò fosse confermato nelle gare successive, ci sarebbe da preoccuparsi: dopo la partenza sprint, il Grifone è lentamente scivolato, calando di forma appena alla quinta giornata. Non a caso nell’ultima partita al Ferraris sono stati proprio gli avversari a menare la danza: il Bologna ha ottenuto il 55% contro il 45% dei rossoblù che hanno mostrato un gioco a sprazzi. In più, si nota ancora una volta la posizione di Schöne (gran punizione che meritava miglior fortuna), sacrificato come mezzala a correre per tutto il campo: il suo fallo da rigore, è sembrato dettato dalla stanchezza. Il danese per esprimersi al meglio dovrebbe essere schierato davanti alla difesa a dettare i tempi: il compito di correre e contrastare dovrebbe essere svolto da Radovanovic, in gran forma rispetto a un anno fa, e da Lerager.

C’è un altro punto dolente nel Genoa: l’attacco. I “ragazzi terribili” Pinamonti-Kouamé sembrava ben promettere: ma adesso qualche dubbio inizia a sorgere. Ci si chiede: riusciranno a tenere il passo in tutte le gare di campionato? Ieri sembravano avulsi dal gioco: si può concedere qualche attenuante a Kouamé, sempre in campo dall’inizio del torneo, ma Pinamonti non aveva giocato in Sardegna. Nessuno degli attaccanti ha saputo sfruttare i cross offerti a turno da Barreca e Ghiglione: i due esterni, tra le note positive della serata, hanno avuto tre occasioni da gol. A questo punto, sarebbe opportuno pensare a soluzioni alternative: Sanabria e l’ ”oggetto misterioso” Gumus non sono da trascurare. I motivi? Il paraguaiano potrebbe essere schierato come seconda punta, ruolo a lui più congegnale. Invece il turco-tedesco costituisce il primo mistero stagionale, visto che è stato accantonato senza apparente motivo. Però il suo curriculum non è da disprezzare: atleta versatile, sa giocare prima punta oppure attaccante esterno. Inoltre, vanta tre presenze da titolare in Champions League con il Galatasaray nel 2018-19, oltre a tre apparizioni per 40 minuti complessivi con un gol nel 2015-16 sempre con la maglia del club turco, con cui ha collezionato 116 presenze condite da 33 gol e 16 assist. Insomma, un giocatore tutt’altro che scarso, almeno stando ai dati statistici: eppure, non siede neanche in panchina.

Il Grifone (5 punti in graduatoria) tra tre giorni è atteso all’Olimpico dalla Lazio (7 punti) sconfitta in trasferta dall’Inter: riusciranno i rossoblù a tornare a livelli prossimi a quelli delle prime giornate di campionato? Passo e chiudo!

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