Pandev seconda punta, si può fare anche a Torino

Pandev seconda punta, si può fare anche a Torino

Juric dovrà rinunciare a Rigoni allo Stadium. Spazio a Goran Pandev

All’uomo che pose fine alla carriera internazionale di Luis van Gaal non puoi certo insegnarli a giocare a calcio. All’uomo che ammutolì l’Allianz Arena in una notte di Champions del 2011, mentre i bavaresi erano pronti a celebrare un Oktoberfest primaverile, non farà paura lo Juventus Stadium di Torino. L’enigmatica esperienza genovese di Goran Pandev è contraddistinta da pochi sorrisi e tante critiche, molte volte gratuite quanto inopportune ai danni di un calciatore vincente (undici trofei in carriera).

Il primo gol con il Genoa in Serie A è arrivato dopo due anni e trentuno presenze. Un colpo di testa dalla precisione laser, sotto le gambe di Strakosha, piuttosto grossolano in uscita bassa. Una marcatura rabbiosa che poteva fare coppia con la duplice occasione capitata sui suoi piedi al 97′. Sarebbe stato un trionfo, per lui e per il Grifone. L’ingresso di Pandev ha impattato benissimo sulla Lazio, una sostituzione azzeccata da Juric che ha scombinato la fase difensiva biancoceleste.

Radu e Milinkovic-Savic, il terzino e la mezz’ala sinistra di Inzaghi, non l’hanno mai preso. Sembrava ringiovanito di dieci anni, come il vecchio Pandev dell’Inter considerato da Mourinho il primo cambio se le cose andavano male. Ha messo in ginocchio la Lazio con un movimento semplice ma eseguito con i tempi giusti: partiva largo a destra e concludeva l’azione da seconda punta, alle spalle di Simeone. Senza lo squalificato Rigoni, Juric valuterà se confermare il macedone dal primo minuto a Torino. Pandev non avrà paura di scendere in campo. Dopotutto è riuscito a zittire l’Allianz Arena.

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