ESCLUSIVA PG, Zigoni: “Spero che mio figlio ritorni al Genoa. Juric come Ranieri”

L'ex attaccante rossoblù: "L'esonero del tecnico croato mi ha ricordato quello di Ranieri al Leicester. Seguo sempre con passione le partite del Grifo"

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Gianmarco Zigoni, Spal (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for Lega Serie B)
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A Ferrara i festeggiamenti per la promozione della Spal non sono finiti. La gioia della cittadina tracima per le vie del centro, le piazze e i luoghi d’arte. A partire dal Quattrocento dalla corte estense sono passati i principali nomi della pittura italiana: il Pisanello, Piero della Francesca, il Bastianino che affrescò il Giudizio Universale nella cattedrale di San Giorgio. A proposito di arte, a Ferrara c’è un figlio d’arte che con la maglia della Spal ha tratteggiato una stagione memorabile. Stiamo parlando di Gianmarco Zigoni. Pianetagenoa1893.net ha intervistato in esclusiva suo papà Gianfranco, ex attaccante del Genoa degli Anni ’60.

Chi è per lei Gianmarco Zigoni? «Oltre a essere mio figlio, è un calciatore nel pieno della sua maturazione: adesso sta andando veramente forte. Da papà sono naturalmente di parte ma, credetemi, Gianmarco è un attaccante che merita la Serie A. Con la Spal ha fatto undici gol in diciassette partite da titolare: io ne conto dodici poiché l’arbitro ne annullò uno regolare. L’arrivo di Sergio Floccari gli ha tolto un pò di spazio, purtroppo non so se resterà a Ferrara un altro anno…».

Ci sta dando una notizia di mercato? «Gianmarco è di proprietà del Milan e tornerà a Milano se i club non riusciranno a trovare un accordo. So che lo vogliono due club di Serie B. Conosco poco queste cose perché ai miei tempi c’erano meno complicazioni. Spero che un domani mio figlio possa tornare al Genoa, dove ha giocato nella Primavera di Juric: Gianmarco era forse un pò acerbo, ma si conoscono e si stimano a vicenda, se lo prendono fanno un affare. Ha fisico perché è alto 1.90, è tecnico e in area di rigore sbaglia poco: è più forte di me e negli ultimi anni è migliorato tantissimo».

Che giudizio può dare ai genoani sulla stagione del Grifo? «Non capisco cosa sia successo. Le colpe delle cessioni sono relative, per me: Pavoletti aveva giocato poco e Rincon non è di certo Matthäus. Un calo strano forse dovuto a un rilassamento generale a fronte della salvezza raggiunta anzitempo: la retrocessione era impossibile, non ho mai avuto paura. La partenza del Genoa mi ha fatto sperare in un settimo/ottavo posto: mi è dispiaciuto per Ivan Juric, un tecnico serio e grintoso come deve essere il Grifo. Quando lo hanno esonerato ho pensato a Claudio Ranieri e al suo fine rapporto con il Leicester».

Se Gianmarco resterà alla Spal, tornerà al Ferraris per vedere la sfida con il Genoa? «Purtroppo sto invecchiando e la testa – mica il fisico! – mi impedisce di allontanarmi troppo. Il Grifo lo seguo sempre con grande passione perché mi è rimasto nel cuore, è stato un onore aver giocato con quella maglia. Vado ancora negli stadi vicino a casa appena posso: quest’anno l’ho visto dal vivo a Udine, ad esempio. L’anno prossimo sarò presente al Bentegodi e anche a Ferrara».

Alessandro Legnazzi

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