Corriere Sport: l’analisi di Perinetti sul calcio italiano

Il dg del Genoa ha espresso le sue considerazioni sul nostro sistema pallonaro, andando a metterne in luce difetti e mancanze

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Giorgio Perinetti, direttore generale del Genoa (Foto Tullio M. Puglia/Getty Images)
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E’ soltanto da poco più di un mese che Giorgio Perinetti lavora al Genoa, ma la sua esperienza quarantennale gli consente di esser in grado di esprimere un lucido giudizio circa la difficile situazione in cui verte il nostro movimento calcistico. Ed è lo stesso dg rossoblù, in carica dall’11 ottobre, ad analizzare il fallimento Mondiale in un’intervista pubblicata stamani sulle colonne del Corriere dello Sport.

Si tratta di una ricognizione, di un Anno Zero che dovrà per forza di cose rifondare il tessuto del nostro universo pallonaro: a partire dai procuratori (Perinetti sostiene i pensieri di Dario Canovi, che ieri aveva sguainato la spada contro i procuratori rimpiangendo la scomparsa delle figure professionali dei ds), perché la liberalizzazione degli agenti ha portato ad un tendenziale minor rispetto della deontologia. Certo, sul campo vanno i giocatori, e qui il dg del Grifone è chiaro: elogi a Conte, la cui breve ma intensa esperienza ha sottolineato come anche con materiale di primissima qualità si possa far bene, mentre Ventura non è stato in grado di proseguire sul solco tracciato dal collega ora al Chelsea. Certamente le colpe di una simile disfatta vanno anche attribuite alla mancata efficienza dei vivai e dei centri federali (che in altri paesi come Germania, Francia, Austria e Svizzera invece funzionano bene). Si tratta di strutture importanti, secondo Perinetti, che però attualmente vanno ad aiutare solo i dilettanti. Problemi di comunicazione, in questo caso, come quelli esistenti tra il ct della nazionale maggiore Ventura e il corrispettivo Under 21 Di Biagio, ma anche di fondo: l’impiantistica a disposizione delle giovanili è lacunosa, dunque neppure un Ancelotti in panchina potrebbe dare una mano. Secondo Perinetti sarebbe un po’ come dare la vernice ad un palazzo senza fondamenta. Niente fronzoli, serve concretezza. E prender esempio dalla Campania, principale fornitrice di forze agli Azzurri, per ripartire insieme e dare un futuro alla nazionale dopo lo schock dovuto alla mancata qualificazione per Russia 2018.

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