ESCLUSIVA PG, ZIGONI: «Genoa, sconfitta immeritata a Parma. Govi era rossoblù»

«Prandelli è l'uomo giusto per ripartire l'anno prossimo» spiega l'ex attaccante

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Zigoni
Gianfranco Zigoni, suo il primo gol del Genoa al Cagliari in serie A
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Pianetagenoa1893.net ha intervistato in esclusiva Gianfranco Zigoni. Il doppio ex di Genoa e Juventus sull’incrocio di domenica al Ferraris, su Prandelli, Cristiano Ronaldo e… Gilberto Govi.

Zigoni, il calcio resta ancora una sua passione? «Confesso che mi ha un pò stancato: ultimamente seguo i grifoni dell’Oderzo rugby. Lo consiglio a quei calciatori che cadono al minimo contatto o perdono tempo. A mio figlio Gianmarco (ex Primavera del Genoa) ho insegnato a evitare di simulare, altrimenti gli avrei tolto le scarpe».

L’amore per Genova resta intatto. «Ho splendidi ricordi di una città che mi faceva sentire libero, come a casa. Quando ero al Genoa seguivo anche la Pro Recco del leggendario Eraldo Pizzo: incuteva timore con il solo sguardo. Ogni giorno ascolto Fabrizio De André, il più grande, e mi vanto di aver partecipato ai funerali di Gilberto Govi: aveva il carattere da vero genoano. Spero di vedere la stella del Genoa, è un sogno ma ci credo».

Ci può dare un giudizio sulla stagione del Genoa? «Ci sono stati molti cambiamenti e vicissitudini ma il Grifone mi sembra in una buona posizione di classifica. A Parma la squadra di Prandelli meritava la vittoria: non potete capire quanto mi facciano arrabbiare le sconfitte immeritate. Il calcio, purtroppo, contempla anche l’imponderabile».

La Juventus, invece, ha ribaltato l’Atletico Madrid con la tripletta di Cristiano Ronaldo. «Tifavo per i bianconeri perché la squadra di Simeone rinuncia a giocare. Senza la pessima sceneggiata di Bonucci in area di rigore all’andata, la Juventus avrebbe evitato un gol. In Italia sono una macchina perfetta. A Ronaldo preferisco la tecnica di Messi: mi ricorda il calcio dell’oratorio quando eravamo bambini. Il numero uno di sempre, per me, resta Valentino Mazzola».

Zigoni, secondo lei Prandelli è l’uomo giusto per ripartire? «L’ho conosciuto nel 1999 a Verona. Costruì una grande squadra e posso dire di averlo sempre sostenuto perché in lui intravedevo qualcosa. Non mi sono sbagliato. Il Genoa deve proseguire con Cesare anche la prossima stagione: sarebbe un grave errore privarsene».

Il Grifone come può fermare la Juventus? «Deve partire dalla compattezza e dalla buona fase difensiva che ha ritrovato con Prandelli. Tiferò per la vittoria del Genoa».

Alessandro Legnazzi

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