Tre mesi fa il Genoa vinse il primo “Derby della Lanterna” disputatosi a porte chiuse

Al gol su rigore di Criscito replicò Gabbiadini: nella ripresa, Lerager segnò il gol della vittoria per il Grifone

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Il destro di Lerager nel derby (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Mercoledì 22 luglio 2020 si giocò il centoduesimo «Derby della Lanterna» ufficiale, che batté due records; fu il primo giocato «a porte chiuse» (per ragioni di sicurezza legate alla prevenzione del contagio del Covid-19) e l’ultimo come collocazione oraria (il calcio d’inizio venne dato alle ore 21,45) all’interno della giornata in cui venne disputato. Tre giorni prima la Sampdoria, in svantaggio di due reti all’intervallo, aveva vinto 3-2 in rimonta a Parma, acquisendo, in virtù della miglior «classifica avulsa negli scontri diretti» con il Lecce, sconfitto in trasferta 1-2 dal Genoa la certezza matematica della salvezza. I rossoblù, che erano i veri antagonisti della compagine salentina nella lotta per la salvezza ed erano attesi dopo il derby da due difficili sfide con Internazionale (persa 0-3 al “Luigi Ferraris”) e Sassuolo (a Reggio nell’Emilia gli uomini di Davide «Didi» Nicola sarebbero stati travolti dai neroverdi, uscendo sconfitti per 0-5), sapevano che il loro vantaggio di quattro punti – e mezzo – (in caso di arrivo a pari punti a fine campionato si sarebbero salvati per miglior «classifica avulsa negli scontri diretti») sui pugliesi poteva disintegrarsi entro la fine della penultima giornata di Campionato, perché i rivali avrebbero probabilmente vinto in casa contro il quasi retrocesso Brescia (come sarebbe avvenuto per 3-1) ed avrebbero potuto portare via un numero imprecisato di punti dalla doppia trasferta di Bologna ed Udine (con «il senno di poi» sappiamo che ne conquistarono tre, avendo perso in maniera rocambolesca la prima partita per 2-3 e vinto in rimonta per 2-1 la seconda, e che avrebbero sorpassato il Genoa, qualora non avesse vinto il derby).

Delle due squadre la più motivata alla vittoria per questioni di rivalità cittadina era sicuramente la Sampdoria, che voleva confermare la recente netta superiorità (cinque vittorie e due pareggi nelle ultime sette sfide con i rossoblù) e soprattutto far valere a nove anni di distanza il vecchio proverbio «la vendetta è un piatto che si serve freddo» nel ricordo della rete dell’argentino Mauro «il retrocessore» Boselli che ne aveva sancito con l’ultimo calcio dato al pallone in quella sfida stracittadina la sconfitta per 1-2 e, di fatto, la quarta retrocessione della sua storia in Serie B (curiosamente la squadra che ne aveva tratto indirettamente vantaggio era stata il Lecce). Il Genoa ovviamente teneva a conquistare una vittoria che mancava da quattro anni nell’incontro più sentito dalla sua tifoseria, una rappresentanza della quale si era presentata ad incitare la squadra il giorno prima nel ritiro, ma ancor di più ad incamerare tre punti fondamentali per tenere a distanza di sicurezza il Lecce.

La partita, giocata sotto la pioggia, ebbe un andamento equilibrato e venne risolta a favore degli ospiti da un tiro di destro del danese Lukas Lerager, che fu una sorta di remake in chiave rossoblù di quello mancino di Manolo «Gabbia» Gabbiadini, che nel finale aveva risolto a favore dei blucerchiati quello – altrettanto equilibrato – d’andata.

Il risultato venne sbloccato al 21’ del primo tempo da un bolide di sinistro centrale sotto la traversa di Domenico «Mimmo» Criscito con il portiere sampdoriano, l’italo-indonesiano Emil «Gattone» Audero Mulyadi, tuffatosi sulla sua destra (il calcio di rigore era stato concesso per atterramento del nord-macedone Goran «Pandevmonio» Pandev, che era stato colpito al polpaccio sinistro dal piede destro del gambiano Omar «K2» Colley, meno pronto di lui ad intervenire su una palla vagante in area di rigore dopo che il polacco Bartosz «Soldatino» Bereszynski aveva anticipato di testa il connazionale Filip Jagiello, scattato a ricevere un lancio in profondità dello spagnolo Iago Falqué Silva «Iago Falque»). Il primo vantaggio rossoblù durò solamente dieci minuti, visto che da un tiro di destro da una quindicina di metri del polacco Karol «Trattorino» Linetty deviato da Criscito trasse vantaggio Gabbiadini, che con una «demi-volée» in diagonale batté da otto metri Mattia «Airone» Perin, segnando la sua terza rete nei derbies genovesi (la prima di destro e la prima a non risultare decisiva dopo quelle che avevano dato il poi definitivo 1-0 ai blucerchiati nel 2014 e nel 2019). L’ultimo «brivido» del primo tempo arrivò al 47’ quando una punizione dalla «tre quarti» di sinistra del danese Lasse «the Danish Maestro» Schöne, venne schiacciata per terra a mani aperte da Audero Mulyadi, disturbato nel suo intervento dall’argentino Christian Gabriel «el Cuti» Romero, che per anticipare con la nuca il portiere della Sampdoria aveva fatto un salto all’indietro di sei metri, e spedita in porta da sei metri di sinistro da Lerager, Il signor Marco Guida di Torre Annunziata convalidò la rete, sulla cui regolarità si sarebbero accese – in caso di definitiva concessione del goal – nei giorni successivi numerose polemiche, ma poi la annullò su segnalazione dell’arbitro VAR Paolo Silvio Mazzoleni II di Bergamo, in quanto Romero al momento della battuta della punizione era con parte del piede destro in fuorigioco.

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Lukas Lerager e l’esultanza stile Var dopo il gol decisivo nel derby 2020 (foto di Genoa CFC Tanopress)

Un’azione simile a quella che aveva chiuso il primo tempo (punizione di Gabbiadini e colpo di testa da otto metri del ceco Jakub «Kuba» Jankto) avrebbe potuto dare al 21’ della ripresa il vantaggio alla Sampdoria, se Perin non si fosse fatto trovare pronto alla parata «in due tempi». Sei minuti dopo ci fu la «scena madre» dell’incontro, in cui ebbe per gli sconfitti una doppia responsabilità Bereszynski, che sul settore sinistro del fronte d’attacco del Genoa fu lento e poco determinato in un disimpegno, facendosi sottrarre il pallone da Jagiello, che lo passò a Lerager, il quale fece partire dal limite dell’area di rigore un angolato rasoterra di destro che si infilò passando sotto la mano destra di Audero Mulyadi, la cui visuale era disturbata da Pandev, che si sarebbe trovato in posizione di fuorigioco «attivo» se il difensore polacco dei blucerchiati fosse stato un po’ più rapido a «salire» dopo aver subito lo «scippo» della sfera dal suo unico connazionale in rossoblù, che tre giorni prima era stato decisivo con il tiro contro il palo sinistro poi carambolato sulla spalla sinistra del portiere brasiliano del Lecce Gabriel Vasconcelos Ferreira «Gabriel» e finito conseguentemente in porta. La reazione sampdoriana alla rete subita nei minuti finali dell’incontro produsse due occasioni da rete, che ebbero rispettivamente come suggeritore e finalizzatore l’uruguayano Gáston Exequiel «el Trascendental» Ramírez Pereyra, subentrato a Gabbiadini dopo la rete di Lerager: al 33’ batté un corner dalla sinistra che venne fiaccamente deviato di sinistro da dieci metri al centro dell’area di rigore verso il palo sinistro dal guineense-portoghese naturalizzato inglese Ronaldo Augusto «il Bambino» Vieira Nari (a togliere ogni dubbio sulla destinazione interna o esterna rispetto al palo arrivò il rinvio di destro di Schöne, che là si era appostato) e al 41’, a concludere una «triangolazione» con Fabio «Quaglia-goal» Quagliarella, con un tiro rasoterra di destro (il suo piede meno dotato) da tredici metri disturbata dal colombiano Cristián Eduardo «la Torre de Hierro» Zapata Valencia e bloccata «in due tempi» da Perin, tuffatosi alla sua destra.

TABELLINO

Genova, mercoledì 22 luglio 2020, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 21,45

Sampdoria-Genoa 1-2 [XXXV giornata del Campionato Italiano di Serie A 2019/2020]

Arbitro: Guida [Torre Annunziata (NA)]; Arbitro VAR: Mazzoleni II [Bergamo]

Spettatori: cento circa

Marcatori: nel 1° tempo al 21 Criscito (G), al 31 Gabbiadini (S); nel 2° tempo al 27 Lerager (G)

Sampdoria (4-4-2): 1 Audero; 24 Bereszynski, 34 Yoshida, 15 O. Colley, 3 Augello; 7 Linetty, 18 Thorsby (dal 29 del 2° T.: 12 Depaoli), 6 Ekdal (dal 31 del 1° T.: 4 R. Vieira), 14 Jankto; 23 Gabbiadini (dal 29 del 2° T.: 11 Ramírez), 9 F. Bonazzoli (dal 18 del 2° T.: 27 Quagliarella). Allenatore: C. Ranieri.

Genoa (4-4-2-): 1 Perin; 14 Biraschi, 17 C. Romero (dal 19 del 2° T.: 5 Goldaniga np.), 55 A. Masiello (dal 36 del 2° T.: 2 C. Zapata), 4 Criscito; 10 Iago Falque (dal 36 del 2° T.: 32 Ankersen), 8 Lerager, 20 Schöne, 15 Jagiello (dal 34 del 2° T.: 3 Barreca); 99 Pinamonti (dal 36 del 2° T.: 30 Favilli), 19 Pandev. Allenatore: Nicola.

Note: L’incontro – il primo derby di Genova disputato senza tifosi –, che si sarebbe dovuto disputare domenica 3 maggio 2020, viene giocato a porte chiuse per ragioni di sicurezza legate al Covid-19. Sul prato dello stadio, dal lato della Tribuna, prima dellinizio dellincontro viene steso uno striscione raffigurante di schiena un genoano e un sampdoriano abbracciati che coprono il vuoto del Ponte Morandi, crollato con la morte di quarantatré persone martedì 14 agosto 2018 ed ormai ricostruito (sarà inaugurato lunedì 3 agosto 2020). Al Genoa viene annullata una rete di Lerager al 47 del 1° T. per fuorigioco di C. Romero su segnalazione del VAR. Dopo la rete del 2-1 Lerager e al termine dellincontro tutti i giocatori del Genoa vanno ad esultare sotto la Gradinata Nord, in cui sono stesi uno striscione rosso ed uno blu, sui quali in bianco, a comporre due volte la ragione sociale GENOA CRICKET AND FOOTBALL CLUB, sono scritti i nomi e i cognomi degli abbonati a quel settore nelle partite interne, per dedicare quello che sarebbe stato il momento decisivo della partita e la poi ottenuta vittoria ai tifosi rossoblù forzatamente assenti, un certo numero dei quali si presenta allo stadio ad attendere la squadra alluscita con i due suoi pullmans per congratularsi con essa e festeggiarne il successo.

Stefano Massa

(membro del Comitato Storico Scientifico del Museo della Storia del Genoa)

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