Primocanale – Genoa, ecco la Preziosi story tra gioie, contestazioni, campioni, drammi e salvezze rocambolesche

Giovanni Porcella racconta le luci e le ombre del presidente più longevo in 128 anni di storia

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Preziosi
Preziosi al quartier generale del Genoa a Genova Pegli (Foto Genoa cfc Tanopress)

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Diciotto anni, una lunga storia da presidente del Genoa di Enrico Preziosiche si conclude con la cessione del 100 per cento del club rossoblu al fondo statunitense 777 Partners già impegnato nel calcio europeo con una piccola partecipazione nel Siviglia. Preziosi e il Genoa un ottovolante di emozioni. Tutto parte nel 2003 con l’acquisizione del Genoa da parte del re dei giocattoli. Ed è subito battaglia. Infatti a giugno la squadra appena comprata da Preziosi retrocede in C non certo per colpa del presidente. Segue una lotta giudiziaria e il Genoa viene ripescato in B per un illecito sportivo del Siena. Nella stagione 2004-2005 il Genoa raggiunse il primo posto della categoria, ma la promozione in massima serie fu annullata a causa di un tentativo di corruzione ai danni del Venezia e i liguri furono così retrocessi in terza serie. Uno shock, un dramma sportivo, ma il pubblico diede ancora fiducia a Preziosi nella famosa serata in Piazza della Vittoria in cui il proprietario disse: “Io non mollo” tra gli applausi.

L’anno dopo, comunque, i rossoblù tornarono in B classificandosi secondi alle spalle dello Spezia e nel campionato seguente, con il tecnico Giampiero Gasperini, rientrarono in A assieme alla Juventus, che usciva da calciopoli, e al Napoli. Nella stagione 2008-2009 i rossoblù si classificarono con 68 punti al quinto posto, che garantiva l’accesso all’Europa League, tornando nelle competizioni continentali dopo diciotto anni. Milito, Thiago Motta e Ferrari tra i tanti protagonisti di una cavalcata splendida con la qualificazione in Champions sfumata di un niente. La stagione seguente il Genoa non superò la fase a gironi della seconda competizione europea ma, per la prima volta nella storia, la formazione “Primavera” del Grifone vinse il Campionato con Luca Chiappino e tanti baby che poi fecero strada tra cui Perin. Nel 2011 con Ballardini in panchina i rossoblu con Boselli fecero retrocedere la Sampdoria e lì ovviamente Preziosi ebbe il picco di popolarità.

Seguirono stagioni con tanti allenatori deludenti come Malesani e Liverani. Il ritorno di Gasperini riportò in alto il Grifone. Nella stagione 2014-2015 il Genoa ottenne il sesto posto con 59 punti in classifica, posizione che avrebbe consentito l’accesso all’Europa League 2015-2016, che non ottenne a causa della mancata acquisizione della licenza UEFA. E qui il rapporto tra Preziosi e la piazza si incrinò non poco. Nella stagione 2015-2016, sempre con Gian Piero Gasperini in panchina, la squadra si piazzò all’undicesimo posto in classifica, raggiungendo il proprio record di permanenza in Serie A (10 anni consecutivi). Le annate seguenti non furono esaltanti; gli unici alti vi furono con Davide Ballardini, che prese la guida dei rossoblù per due volte nel corso dei campionati 2017-2018 e 2020-2021, quando stazionava in zona retrocessione, e conquistò due agevoli salvezze. Il tutto con politiche di cessioni di giocatori, esempio più eclatante quello di Piatek, che depauperarono il tasso tecnico del Genoa che comunque resta in A da 15 anni, record del dopoguerra. Poi il presente con la cessione che è solo da ufficializzare. Preziosi rimarrà nel Board ma la proprietà è a stelle e strisce.

Giovanni Porcella – Primocanale.it

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