Lutto nel mondo della cultura genovese: è morto Piero Parodi

Autore di tanti successi in dialetto come "A seissento" era un tifoso del Genoa

Piero Parodi (foto da Wikipedia)

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Il mondo della cultura genovese è in lutto. E’ morto oggi Piero Parodi a 86 anni, uno dei protagonisti della canzone in dialetto zeneixe: era ricoverato dall’inizio di dicembre ma ha voluto tenere riservate le sue gravi condizioni di salute.
Parodi aveva inciso per la prima volta nel 1965. Da allora ha pubblicato trentacinque singoli, che hanno venduto un milione e mezzo di copie, e quindici album. Nel 2010 ha composto un CD che rappresenta la summa della sua carriera: L’urtimo di zeneixi (L’ultimo dei genovesi). Nato nel 1935 a Sestri Ponente, ha svolto importanti collaborazione con Fabrizio de André, Gian Piero Reverberi e Paolo Villaggio, Cochi e Renato ed Enzo Jannacci, Sandra Mondaini e Franca Valeri. Andrè compose la musica di due sue canzoni: “Ballata triste”, testo di Vito Elio Petrucci, e “A famiggia di Lippe”, testo di Piero Campodonico. Il suo avvenne con “A seissento”, versione genovese di un canto popolare milanese che Giorgio Gaber aveva lanciato come “Balilla”: vendette ben 600mila copie ed è il record assoluto per un brano in genovese. Il suo impegno teso a mantenere vivo il patrimonio culturale dialettale gli ha valso per quattro volte il Premio Regionale Ligure (1970, 1972, 1990, 1992) oltre al premio intitolato a Giuseppe Marzari (1992) e al Premio Artisti Liguri (2005). Nel 1984 è stato insignito del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana dall’allora presidente Sandro Pertini.

Parodi era un gran tifoso del Genoa. Nel 2017 aveva presentato con Piero Campodonico presso il Museo della Storia del Genoa il suo disco “Genoa, a mae vitta”. Era una serie di rivisitazioni di pezzi storici della storia rossoblù, a partite dall’inno degli Anni ’30 di Mario Cappello, fino a Piero Cassano de Mattia Bazar, Lina Volonghi, “Il Cantico per il mio Grifone”. Il disco contiene la traccia che gli conferisce il nome: Genoa, la mia vita. ossia la traduzione in rossoblù di “Mw way” di Frank Sinatra, la leggenda della musica mondiale che non ha aveva mai nascosto il suo tifo per il club più antico d’Italia (sua mamma Dolly era originaria di Lumarzo, alture di Chiavari). Ovviamente, era cantato rigorosamente in genovese.

 

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