La precisazione di Stefano Massa: quinta volta su centocinque con il Genoa ultimo sotto l’albero di Natale

Il professore si scusa con i tifosi per un errore: nel precedente articolo si era dimenticato del campionato 1957/1958, quando il Grifone aveva pareggiato sul campo del LaneRossi Vicenza e agganciò l'Atalanta sul fondo della classifica

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PREMESSA: il professor Stefano Massa ha scoperto di aver commesso un errore clamoroso (sperando che sia il solo, ma comunque davvero grave!) e si scusa con i moltissimi tifosi genoani che hanno letto il precedente articolo, in cui si era dimenticato del Campionato 1957/1958, in cui quando recuperò, pareggiando 3-3 sul campo del LaneRossi Vicenza giovedì 26 dicembre 1957, la partita sospesa alla X giornata il Genoa agganciò ad 8 punti l’Atalanta sul fondo della classifica (si potrebbe dire sofisticamente che, a parità di partite disputate tra quelle calendarizzate prima di Natale, il Grifone genoano era penultimo alla pari con la Dea orobica e che, quindi, quel Campionato non presentava la caratteristica presa in considerazione). La complessa ricerca si è basata sui siti www.seriea.net > tabellini e  www.serieb.net > tabellini, che presentano le classifiche dei vari campionati giornata per giornata. Ecco l’articolo riscritto con l’inserimento di quel Campionato di sessantadue anni fa indebitamente dimenticato! Tanti auguri di buone feste a tutti i genoani!

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Nella sua storia il Genoa ha disputato (compreso quello in corso) centosedici campionati: ottantuno nella massima serie, trentatré in quella cadetta e due in Serie C. Degli ottantuno nella massima serie i primi undici (fino al Campionato Federale del 1909) sono stati giocati all’interno di un unico anno solare e, conseguentemente, sono estranei alla statistica in oggetto. I quattro precedenti della situazione che sta attualmente amareggiando le festività natalizie dei tifosi del Vecchio Grifone risalgono tutti agli anni Cinquanta.

Sconfitto in casa 0-3 dalla Juventus domenica 24 dicembre 1950, il Genoa si trovò ultimo con 8 punti (media esattamente di mezzo punto a partita), distanziato di due dalla Roma (che, al termine delle trentotto giornate di campionato, con 28 punti, uno in più del Vecchio Grifone, ultimo in classifica, avrebbe conosciuto la finora unica retrocessione della sua storia in serie B) e dalla Lucchese Libertas.

Dopo aver perso 1-3 a Bologna domenica 23 dicembre 1956, il Genoa (che, vincendo in casa 1-0 con il Napoli domenica 16 giugno 1957, si sarebbe salvato con 30 punti, uno in più della Triestina, sconfitta quel giorno 0-1 in trasferta dall’Atalanta, e sorpassata dai rossoblù alla XXXIV ed ultima giornata), con 8 punti dopo dodici giornate, accusò un ritardo di due lunghezze da un sestetto composto dai felsinei, dal Torino, dall’Atalanta, dal Palermo, dal LaneRossi Vicenza e dalla S.P.A.L..

Domenica 10 novembre 1957 l’arbitro Gennaro Marchese di Frattamaggiore sospese al 33’ del primo tempo per impraticabilità di campo l’incontro LaneRossi Vicenza-Genoa, valido per la X giornata del Campionato di Serie A, con le due squadre sull’1-1 (vantaggio rossoblù al quarto d’ora con Paolo «Paolone» Barison e pareggio dei padroni di casa cinque minuti dopo con l’inglese Anthony «Tony» Marchi). All’epoca le partite si rigiocavano dal primo minuto e con «il senno di poi» (sommando la tradizionale mancanza di recupero dopo il 90° minuti di quei tempi al regolamento attuale) fu una fortuna per il Genoa, visto che Amleto Frignani raddrizzò il risultato con una doppietta, portandolo sul definitivo 3-3, tra il 15’ e il 20’ della ripresa, nel recupero di Santo Stefano. Con quattordici partite disputate il Genoa aveva 8 punti in classifica, uno in meno dei – sorprendentemente in terzultima posizione – campioni d’Italia del Milan (che avrebbero recuperato, pareggiandolo 1-1, l’incontro interno con il Padova, rinviato il 10 novembre 1957, a Capodanno del 1958), sul campo dei quali (impegnati tre giorni dopo all’”Heysel” di Bruxelles nella prima finalissima di Coppa dei Campioni della loro storia, poi persa 2-3 dopo i tempi supplementari contro il Real Madrid), vincendo 5-1 domenica 25 maggio avrebbe conquistato all’ultima giornata la salvezza.

Dopo la vittoria interna di domenica 20 dicembre 1959 per 1-0 sull’Alessandria (l’ultima partita di calcio a cui assistette il fuoriclasse del ciclismo Fausto «il Campionissimo» Coppi I, il quale, al ritorno a casa, iniziò ad accusare i sintomi di quella malaria che lo avrebbe stroncato tredici giorni dopo), che schierava con la maglia n. 10 il poco più che sedicenne Gianni «il Golden Boy» Rivera, il Genoa si portò con 6 punti (media esattamente di mezzo punto a partita) a una lunghezza dal LaneRossi Vicenza, che, andando a vincere 1-0 a Capodanno del 1960 a Bologna nel recupero dell’XI giornata, lasciò ai rosanero palermitani, i quali avevano 8 punti, la penultima posizione in classifica. Nelle successive ventidue giornate il Genoa, terminato all’ultimo posto, avrebbe racimolato solamente altri dodici punti, ma tutti e diciotto quelli conquistati (con l’aggiunta di dieci di penalizzazione da scontarsi nel successivo campionato cadetto) gli furono tolti dalla giustizia sportiva per il tentato illecito sportivo nella partita comunque persa 1-2 sul campo dell’Atalanta domenica 17 aprile 1960.

Nel successivo Campionato il Genoa riuscì ad ottenere dopo la V giornata uno sconto di tre punti (da 10 a 7) alla sua penalizzazione, il che gli consentì di essere, dopo il pareggio interno per 1-1 contro il Messina alla XIII giornata di domenica 18 dicembre 1960, alla pari, con 8 punti, all’ultimo posto con Brescia e Marzotto Valdagno (che, sul campo, ne avevano fatti poco più della metà dei rossoblù) e la domenica successiva, che era quella di Natale, di staccare, in virtù del pareggio per 1-1 a Monza, le Rondinelle (sconfitte in casa 1-2 dal Prato), distanziate di una lunghezza anche dai veneti, che avevano pareggiato 0-0 a Trieste. Alla fine del Campionato il Genoa si sarebbe salvato all’ultima giornata con 35 (42 – 7) punti, facendosi rimontare in casa domenica 4 giugno 1961 dal 2-0 al 2-2 dalla Triestina, sette giorni dopo, in ragione della sconfitta nello Spareggio di Ferrara per 1-2 dopo i tempi supplementari contro il Novara (che aveva terminato il Campionato appaiato a 33 punti alla compagine rossoalabardata), costretta ad accompagnare in Serie C il Foggia e il Marzotto Valdagno, che in trentotto giornate avevano rispettivamente totalizzato 29 e 20 punti.

Una situazione opposta a quella di cinquantadue anni prima si verificò nel massimo campionato nel week-end prenatalizio del 2012: nell’anticipo della XVIII giornata il Genoa, pareggiando 1-1 in casa dell’Internazionale sabato 22 dicembre ottenne il suo quattordicesimo punto, frutto di tre vittorie, cinque pareggi e dieci sconfitte, mentre l’indomani il Siena, sconfitto 0-2 in casa dal Napoli, restò a quota 11, essendo penalizzato per il calcio-scommesse di sei punti; domenica 21 aprile 2013, con sole cinque giornate da giocare i toscani avevano un punto di vantaggio (30 a 29) e il computo dei punti raccolti negli scontri diretti favorevole (4 a 1) nei confronti degli uomini di Davide «zio Balla» Ballardini; nelle ultime giornate i rossoblù conquistarono due vittorie e tre pareggi e la salvezza «matematica» con una giornata d’anticipo, mentre la formazione allenata da Giuseppe «Beppe» Iachini, sempre sconfitta nelle ultime sei giornate, fu virtualmente salva (tenendo conto dei punti fatti sul campo) a spese dei rossoblù fino al 39’ della ripresa dell’ultimo incontro, quando un calcio di rigore trasformato dall’italiano di origine ghanese Mario «SuperMario» Balotelli Barwuah diede il «la» alla rimonta in extremis del Milan (da 0-1 a 2-1) all’“Artemio Franchi”.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerche e Storia della Fondazione Genoa 1893)

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