La strana serata di Kucka: da ex (amato) a giustiziere del Genoa

Lo slovacco non ha esultato dopo il gol rifilato al Grifone

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Kucka
Juraj Kucka in azione (da parmacalcio1913.com)
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Non c’era Juraj Kucka quando i suoi compagni stavano scattando la foto di rito prima del calcio d’inizio. Non c’era perché era nei pressi della panchina del Genoa a salutare i suoi amici: persone come Pilati, il dottor Gatto e molti altri conosciuti negli anni genovesi. Kucka ha vissuto una serata piena di ricordi perché il rossoblù è nel suo sottopelle. Deve tutto al Grifone: quattro anni, 122 presenze e nove gol. «Abbiamo perso la nostra locomotiva» disse Gian Piero Gasperini, commentando la sua cessione al Milan nel 2015.

Kucka ha vissuto una stranissima serata densa di emozioni. Ha riaffrontato il Genoa dopo due anni bui vissuti in Turchia, più in panchina che in campo. La locomotiva aveva perso i cavalli vapore. Poi il ritorno in Italia, al Parma, con il ds Faggiano che scommette sulla voglia di riscatto di Kuko. Operazione perfetta, per costi economici e impatto sul campionato. La serata strana di Kucka si è perfezionata al 78′ quando ha scaraventato in rete una palla contesa ai confini della porta di Jandrei. E’ gol, anzi no. Invece si. Il Var concede il nullaosta. Da ex (amato) a giustiziere del Genoa.

Nessuna esultanza per il carroarmato slovacco: ha troppo rispetto per il Genoa. Un gesto che non deve passare inosservato in un calcio che sta perdendo in maniera irreversibile il significato della parola “sentimento”.

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