Genova dichiara guerra alla Sla. Il derby della solidarietà  si rivela un successo.

Oltre ventiduemila i genovesi sugli spalti del "Ferraris" per assistere alla gara tra vecchie ed attuali glorie di Genoa e Sampdoria. Unica e condivisa la finalità : contribuire a trovare una risposta efficace contro la Sla.

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In certe circostanze, i colori delle maglie non sono così netti ma assumono mille sfumature. Quel che conta, infatti, non è la sfida tra due squadre, il duello tra due fuoriclasse, il campanilismo delle due facce di una stessa città, bensì un avversario in comune da debellare al più presto: la Sla.

Il “Derby della solidarietà”, organizzato da Marco Nappi, si è rivelato un grandissimo successo. Merito di oltre ventiduemila persone che hanno voluto dare un messaggio forte, schierandosi accanto a chi è coinvolto in una lotta estenuante. Stefano Borgonovo, ex giocatore di Milan e Fiorentina, è solo il personaggio più noto tra coloro affetti da questa terribile malattia. I suoi occhi, il suo sorriso, il suo spirito, sono però ben diversi da quelli di un uomo che ha perso la speranza e la voglia di vivere. Ha riposto in un cassetto il dono della parola ma è molto più comunicativo di chi è lì, accanto a lui, solo per compatirlo.

Un eroe moderno, un esempio da seguire e da imitare. Così come è stato Gianluca Signorini, indimenticato capitano del più bel Genoa del dopoguerra.

Per una volta non sono gli spalti a far da cornice al campo, ma il rettangolo di gioco ad evidenziare lo spettacolo in tribuna e gradinate. Fuochi d’artificio, cori e striscioni degni di un derby di campionato.

Ma al “Ferraris” va in scena qualcosa in più, qualcosa che non si può catalogare così facilmente come un evento sportivo. Qui rientra la solidarietà, l’amore per il prossimo, la voglia di farcela, tutti insieme, per una buona causa.

A contribuire all’ottima riuscita della serata i tanti campioni del presente e del passato di Genoa e Sampdoria. Tutti ugualmente coinvolti ed impegnati a fianco di Stefano Borgonovo. Il dato più irrilevante è costituito dal risultato finale, 1-1 con reti di Lombardo e Nappi su rigore. Non sarà certo questo a far ricordare nel tempo la prima edizione del derby della solidarietà. Quel che resterà ben impresso nel cuore e nella mente sarà il coinvolgimento di una città. Che per una sera ha svestito i panni del tifoso per indossare quelli dell’impegno sociale.

Claudio Baffico 

 

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