Finalmente salvezza, ma c’è ben poco da festeggiare: quale futuro per il Genoa?

Si è conclusa ieri sera una stagione molto mediocre, costellata di errori, tra cui quello di assoldare tre allenatori e di cedere il bomber Piatek. I tifosi meritano molto di più

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Marco Liguori
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E così il Genoa si è salvato: è arrivato a pari punti con l’Empoli che retrocede per le due sconfitte incassate. La serie B è stata evitata con un finale thrilling alla Hitchcock: il Grifone e la Fiorentina aspettavano buone notizie da San Siro dove l’Inter, dopo una dura battaglia, ha superato gli azzurri empolesi. Alla fine, per dirla con De Andrè, rossoblù e viola sono diventate “anime salve”: saranno enormemente delusi coloro che attendevano la retrocessione del Vecchio Balordo per fare il funerale. Ma, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, c’è ben poco da festeggiare. Nelle statistiche riportate da Alfonso Magno, è evidente che la permanenza in serie A è opera dei punti conquistati da Davide Ballardini, ma c’è di più. L’anno scorso, il tecnico romagnolo l’aveva centrata in anticipo a 41 punti con sei punti di vantaggio sul Crotone terzultimo e mettendo in riga otto squadre al di sotto del Genoa. E qui veniamo al primo grave errore di Enrico Preziosi e della sua dirigenza: via Ballardini dopo sole 7 giornate con la squadra nella parte tranquilla della classifica per affidarla a Ivan Juric. Il tecnico croato conquista appena tre punti e riesce a farsi eliminare in Coppa Italia dalla Virtus Entella, club di serie C: una serata umiliante forse più di quella dell’Alessandria di qualche anno fa. Poi è arrivato Cesare Prandelli che tra alti e bassi (più bassi che alti) è riuscito alla fine a condurre, in un mare in tempesta, la nave rossoblù nel porto della massima serie, conquistata in modo risicato: unici acuti, le vittorie con Lazio e Juventus, bilanciate però dai flop dei mancati successi contro Frosinone e Chievo, oltre alle sconfitte contro Parma e Udinese (tutte dirette concorrenti per la salvezza). Prandelli dovrebbe lasciare Pegli: si pone anche il problema, non da poco, della scelta dell’allenatore. In mezzo, l’errore ancora più grave: privarsi del cannoniere Piatek sacrificato, come ha scritto Federico Santini, per ripianare una forte passività. Al suo posto è arrivato Sanabria che, dopo una fiammata iniziale (suo uno dei gol proprio che ha regalato il successo sull’Empoli in trasferta), si è completamente spento. A proposito: ci si dimentica di Romulo che era un giocatore versatile per il centrocampo che, seppur non costante, aveva la sua utilità, ma è stato trasferito armi e bagagli alla Lazio, dove ha vinto la Coppa Italia. Insomma, il risultato sportivo piange e il bilancio stagionale è stato salvato solo dalla salvezza: un risultato davvero mediocre.

Si diceva della plusvalenza di Piatek per circa 35 milioni. A breve ne arriverà un’altra: Romero, su cui la Juventus non potrà chiedere sui 25 milioni concordati (almeno da quanto riportano i rumors di mercato). Dunque ci sarà da ricostruire la difesa, visto che uno dei centrali più forti del campionato farà le valigie. Poi a chi toccherà: Kouamé? Biraschi? Le voci di mercato sull’ivoriano si sono succedute a raffica: prima il Napoli, poi i club di Premier. Non ci sarebbe da meravigliarsi se a breve arrivassero una raffica di richieste anche per il difensore di origine romana. Insomma, al Genoa è mercato tutto l’anno. Sì, ma in questo modo il club più antico d’Italia resta a livello di progetto, senza ancora trasformarsi in una realtà. Eppure con i tifosi che ha, potrebbe dare molto di più: nonostante la contestazione al presidente (ricordiamo: è giusta soltanto quella svolta con metodi civili, è da condannare quella becera) ieri sera c’erano 2500 supporter che hanno sofferto e poi gioito al triplice fischio dell’arbitro Orsato. Ma perché ridursi sempre e soltanto all’unico obiettivo della salvezza? Quest’anno la società ha ottenuto la licenza Uefa: se la otterrà anche nei prossimi anni, perché non sperare di poter partecipare a un torneo continentale. E poi la Coppa Italia, torneo sempre trascurato: non si riesce mai a lottare per entrare almeno in semifinale. Con la loro passione e il loro immenso affetto, i tifosi rossoblù meritano tantissimo di più. Non solo: eventuali successi o piazzamenti migliori potrebbero tradursi in benefici economici per la società.

Dunque, quale futuro per il Genoa? E’ la domanda che vola di bocca in bocca in tutto il Popolo rossoblù, alla luce anche della messa in vendita da parte dell’azionista di maggioranza che ieri ha smentito anche il presunto interessamento del manager Radrizzani: riportato dal Financial Times e non dall’Eco di Roccapepe (per parafrasare il professor Scoglio). Per ora, alla domanda iniziale non ci sono risposte, ma soltanto speranze: passo e chiudo!

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