ESCLUSIVA PG – De Canio: «Udinese avversario compatto, ma Ballardini saprà come affrontarlo»

Il doppio ex: «E’ un tecnico molto esperto: farà di tutto affinché il Genoa non faccia l’errore di sentirsi fuori dalla lotta per la salvezza e si senta superiore agli avversari»

1467
De Canio
Luigi De Canio, ex allenatore di Genoa e Napoli (Foto Marco Luzzani/Getty Images)

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Proviamo a “giocare” Genoa-Udinese, match molto importante per la salvezza dei rossoblù. Per farlo Pianetagenoa1893.net ha interpellato in esclusiva Gigi De Canio, doppio ex tecnico delle squadre (nel 2003-04 e nel 2012 in casa rossoblù, nel 1999-2001 e nel 2016 in quella bianconera) che scenderanno in campo sabato sera al Ferraris. Prima l’allenatore esprime una sua opinione sulla stagione del club più antico d’Italia: «Il Genoa ha una classifica bugiarda per le sue potenzialità, però ci sono tante aspettative. Ha avuto purtroppo a inizio stagione i problemi del Covid che ha falcidiato i giocatori. A ciò occorre aggiungere gli aspetti psicologici, poiché quando la classifica si fa dura è sempre difficile recuperare. L’avvento di Ballardini ha dato una classifica più dignitosa: però non ci si deve fermare e soprattutto pensare che ora possa recitare necessariamente un ruolo di primo attore, ma pensare soltanto alla salvezza»

Nelle ultime tre partite il Genoa ha raccolto soltanto un punto e inoltre non riesce a vincere dalla partita interna col Napoli, cinque giornate fa: a cosa potrebbe essere dovuto questo calo?

«Non parlerei di calo. Il Genoa ha affrontato l’Inter, con una certa dignità: è stato in partita e ha ceduto a un avversario più forte, ma senza subire una goleada. Anche contro la Roma è accaduto lo stesso».

C’è però il pareggio nel derby: c’è stata anche delusione per una vittoria mancata

«Un mio grande rammarico è stato quello di non poter vivere da allenatore un derby di Genova. Ballardini con la questione di dover giocare una gara ogni tre giorni ha dovuto fare i conti con un dispendio di energie fisiche e nervose: probabilmente nella stracittadina ciò ha pesato più del dovuto. Con l’Inter e la Roma il tecnico ha fatto il massimo di quanto poteva fare: nonostante le due sconfitte la squadra resta solida, soprattutto psicologicamente, e può continuare questo processo di crescita che lo porterà all’obiettivo finale, la salvezza».

Ci si attende ora il riscatto del Grifone con il ciclo salvezza che inizierà sabato con l’Udinese, proseguirà a Parma e poi ancora al Ferraris con la Fiorentina: è un obiettivo perseguibile?

«Ballardini è un allenatore molto esperto: è molto capace di leggere le situazioni che gli si prospettano. Probabilmente affronterà una partita per volta, con la tensione molto alta, cercando di non sottovalutare mai ogni impegno e lasciando perdere gli aspetti spettacolari, ma badando al sodo: farà di tutto affinché il Genoa non faccia l’errore di sentirsi fuori dalla lotta per la salvezza e si senta superiore agli avversari. Guardando il prossimo da affrontare, l’Udinese, credo che non ci sia proprio da scherzare».

Perché?

«L’Udinese è una squadra molto solida, sa difendersi bene e ripartire rendendosi pericolosa. Un osso veramente duro, contro cui bisogna usare il massimo dell’attenzione: non sarà una gara abbordabile. Sono sicuro che Ballardini conosca questa insidia e ne parlerà ai suoi giocatori»

Il Genoa ha dimostrato di saper colpire al meglio gli avversari quando gioca in contropiede: dovrà dunque lasciare ai friulani il pallino del gioco?

«Giocando in casa, è possibile che il Genoa sia costretto a fare la partita anche perché avrà voglia di riscattarsi. Però dovrà fare attenzione a non esporsi al contropiede dell’Udinese: Ballardini saprà sicuramente trasmettere la sua strategia ai suoi ragazzi per poter superare l’avversario».

Quale giocatore friulano può essere pericoloso e da bloccare il più possibile?

«De Paul è il calciatore con maggiore qualità dell’Udinese. Ma non parlerei soltanto di singoli: è una squadra dove ognuno sa svolgere i propri compiti, soprattutto in fase difensiva. Inoltre, ha grande fisicità, sa ripartire con accelerazioni veloci: ora si è arricchita anche dell’esperienza di Llorente».

Destro sarà assente, ma ci sarà probabilmente Scamacca: lo vede meglio in coppia con Shomurodov o con Pjaca?

«Deciderà Ballardini: è lui che ha il polso della situazione e saprà quale sarà la scelta da compiere in attacco. Scamacca è un ottimo giocatore e sicuramente darà il suo contributo».

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.