Ballardini non ha detto subito sì a Preziosi: vuol prima capire quali giocatori saranno confermati

Pur avendo il rinnovo in automatico, il tecnico vuole avere rassicurazioni dal presidente su chi resterà tra Zappacosta, Strootman, Perin e Scamacca. Soltanto così potrà iniziare il suo lavoro per la prossima stagione

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Ballardini Genoa
Mister Ballardini (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Premessa iniziale: un discorso sul calcio ligure andrebbe fatto, con profondità e la massima attenzione. La Liguria avrà anche l’anno prossimo ben tre squadre in serie A: è un orgoglio regionale, anche se ai tifosi genoani, per ovvi motivi campanilistici, non farà piacere.

Nel contempo, però, si deve constatare che tutte e tre giocheranno, come già accaduto quest’anno, per salvarsi: al massimo per piazzarsi nel centro della classifica. Una realtà che ormai si è purtroppo cristallizzata e difficilmente cambierà volto.

Venendo al Genoa, diciamo che quest’anno l’avventura è stata meno drammatica, ma comunque preoccupante perché a un certo punto si è vista una “non-squadra” che stava abbassando molto l’indice di sicurezza. Perché? Al di là del giusto commento di Ballardini («Abbiamo fatto grandi cose») rimane la cruda verità e cioè che questa squadra dovrà essere riveduta e corretta, ma intensamente. Anche per questo il tecnico, che avrebbe il rinnovo del contratto assicurato, non ha espresso una forte gioia nell’annunciare che per lui potrebbe rimaere. Si è limitato a dire: «Ci sono cose nel mezzo. L’ultima parola spetta al presidente».

Ora, la speranza dei tifosi è che Preziosi non si faccia prendere dalla voglia e dall’ossessivo desiderio di cambiare (magari riprendendo il suo…pupillo Nicola, uomo di successo nel Torino oppure Juric dal Verona) ma confermi senza tante storie il Balla. E’ che lo stesso tecnico, ora, dopo essersi elogiato (e giustamente) per quanto ha fatto, ha anche capito che con questi giocatori al massimo ci si salva e con difficoltà: non solo, molti dei giocatori andranno via a fine stagione per fine prestito. E lui stesso ha intenzione di spiegare al presidente le «cose nel mezzo» che necessitano.

Quali? Non spetta a noi scegliere, ma certo, soltanto tre o quattro giocatori di quest’anno potranno costituire la “spina dorsale” di un nuovo Genoa. Diciamo di Zappacosta, di Strootman, di Perin, di Scamacca (anche se questi quattro giocatori sono in prestito, ma sarebbe importante se qualcuno di questi restasse) di Shomurodov, di Badelj, di qualche difensore, di Pandev (se non si ritirerà dal calcio giocato). Tutto qui. Ovviamente alcuni di questi sono sotto il mirino di altre società (lo stesso Perin piace all’Atalanta di Gasperini). Preziosi dovrebbe comunque cercare di tenerli oppure sostituirli con giocatori altrettanto validi.

Se dovesse restare, per Ballardini si tratterebbe, dopo quella del 2018-19 conclusasi con l’esonero dopo la sconfitta casalinga col Parma, della sua seconda esperienza da tecnico all’inizio della stagione. E sarebbe una bella dimostrazione per lui di far capire che il suo ruolo non è quello di “tappabuchi”, ancorché di lusso, ma quello di un allenatore che abbia la possibilità di programmare e gestire sin dall’inizio del campionato.

Preziosi, con questa salvezza ha vinto il suo “14° scudetto” e con lui il Genoa è entrato nel 15° anno di serie A. Certamente è un record, ma ora qualcosa, proprio per festeggiare questi 15 anni, il presidente dovrebbe compiere quel famoso, sempre atteso, sforzo per riportare il Grifone a piazze più onorevoli.

Sono già circolate le voci, assolutamente ridicole come accade da anni, in questo periodo, che parlano di nuovi possibili acquirenti, oppure di fondi disposti a spendere per comprare il club più antico d’Italia. Preziosi ha smentito ed ha fatto bene.

Visto che il destino non vuole l’allontanamento di questo presidente, speriamo almeno che gli dia una mano nel trovare soluzioni (e soldi) per portare finalmente il Grifo alla conquista almeno di qualche Coppa Italia, oppure di qualificazioni ai tornei continentali Uefa (almeno Europa League o la nuovissima Conference League) e lottare per vincere. Sarebbe finalmente entusiasmante. Purtroppo a questi sogni (legittimi, per una piazza importante come quella genoana) si oppone una dura realtà: pensate se dovessero andarsene Zappacosta, Perin, Scamacca e Strootman, cosa rimarrebbe di questo Genoa? Una squadra da rifondare…

Ecco perché Ballardini, questa volta, non dice subito “sì” al richiamo di Preziosi, ma vuol sapere con precisione a quali eventuali imprevisti potrebbe andare incontro.

Vittorio Sirianni

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