Ballardini cambia per necessità la tradizione recente del Genoa

Se i risultati continueranno ad arrivare il tecnico abrogherà il 5-3-2 per il 4-3-1-2, modulo che esalta le caratteristiche offensive del Grifone

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Davide Ballardini al Pio (foto di Genoa CFC Tanopress)

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C’è uno spettro che si aggira per l’Europa. É lo spettro del gegenpressing. Il manifesto del calcio lo richiede fin dai tempi del Totaler Fußball olandese inventato da Rinus Michels. La scuola tedesca ne è l’erede grazie a Jürgen Klopp (dopo aver strapazzato il City di Guardiola mentre il calcio italiano era ai Caraibi), Ralph Hasenhüttl, allenatore del Lipsia secondo in Bundesliga, Domenico Tedesco dello Schalke e Julian Nagelsmann dell’Hoffenheim. Ci si accorge solo ora del gegenpressing, in italiano ‘contro-pressing’ che si esercita dopo aver perso il possesso tenendo più uomini in zona palla: eppure Gasperini al Genoa aveva già mostrato tale filosofia con una decina di anni d’anticipo.

Ci sono due scuole di pensiero in merito alla palla: organizzare una granitica fase difensiva per farla perdere all’avversario, andiamocela a prendere. Ballardini – per necessità – appartiene alla prima cerchia, Gasperini alla seconda. Da buona tradizione sacchiana gli allenatori italiani preferiscono per lo più la ‘posizione’ all’occupazione territoriale del campo, la quale richiede una maggiore cura del dettaglio (come, ad esempio, faceva il Barcellona di Guardiola).

Fa così anche Ballardini che, subentrato in un momento storico complicato per il Grifone, preferisce speculare sulla posizione, quindi sulle situazioni: i risultati gli danno ragione ma la voglia di giocare bene a calcio non gli manca. Solo che il tecnico lughese vuole conquistare i punti salvezza invertendo la tradizione recente del Genoa, basata invece sul gegenpressing, più o meno ben riuscito. Se i risultati continueranno ad arrivare Ballardini avrà tutto il tempo per abrogare il 5-3-2 e passare al 4-3-1-2, disposizione che esprime al meglio le caratteristiche offensive del Grifone. Tempo al tempo, però: non c’è alcuna fretta e le prossime giornate, soprattutto in trasferta, intimano prudenza. Anche perché è meglio evitare nuovi spettri, come quello del gegenpressing che sta terrorizzando l’Europa.

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