ATALANTA – GENOA NEL SEGNO DI ROTELLA

Le due principali squadre in cui ha militato Franco Rotella si incontrano in una sfida che non potrà  prescindere dal ricordo dell'ex talentuoso centrocampista

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La voglia di continuare a cullare il sogno Champions da parte del Genoa, l’intenzione di chiudere in bellezza per quanto riguarda l’Atalanta. La sfida tra i bergamaschi di Del Neri ed i rossoblù di Gasperini, però, si giocherà soprattutto nel ricordo comune di Franco Rotella, che da pochi giorni ha deciso di seguire le fasi decisive del campionato da una posizione privilegiata.

Proprio con le maglie delle squadre che si troveranno di fronte domenica a Bergamo, Rotella ha vissuto gli anni più importanti come calciatore. Nel Grifone è nato e cresciuto (anche se i primi calci li ha tirati nel Baiardo), completando la trafila nel settore giovanile ed approdando con pieno merito nel calcio che conta. Il debutto in serie A, il primo gol, realizzato contro il Varese, ed una serie di gare molto convincenti che contribuirono a farlo diventare un beniamino della gradinata, oltre che degli allenatori che si sono succeduti.

Nella carriera di Franco Rotella, la massima serie non è colorata solo di rossoblù ma anche di nerazzurro. All’Atalanta approda nel 1994 e vi resta fino al 1997. Complessivamente colleziona quarantasei presenze, condite da due reti. Curioso dato statistico, l’ex centrocampista sembrò avere una particolare predilezione per i colori nerazzurri (oltre ovviamente all’indelebile rossoblù), come confermano, oltre l’esperienza all’Atalanta, i campionati disputati tra le file di Pisa ed Imperia.

Non è escluso che in futuro qualche iniziativa sportiva venga disputata nel nome di Franco, ma appare più consono, per un giocatore che si è sempre fatto ben volere, ovunque sia andato e con qualunque ruolo, che il primo confronto tra Atalanta e Genoa dopo la sua scomparsa coincida con un impegno ufficiale. E perdipiù parecchio sentito. Benchè Rotella sia sempre stato in prima linea quando c’era da sposare una giusta causa e prendere parte a gare di solidarietà, il suo profilo umano e sportivo merita un palcoscenico vero: con i tre punti in palio, il massimo impegno da parte dei protagonisti in campo, ed una cornice di pubblico adeguata (anche se sul fronte rossoblù non sarebbe comunque mancata di sicuro). E così lo sfortunato ragazzo potrà godersi ancora una volta la mescolanza cromatica tra i colori che lo hanno reso grande: il rossoblù ed il nerazzurro, salutare vecchi amici, confabulare con chi non ha mai smesso di cibarsi di calcio come il professor Franco Scoglio, Gianluca Signorini, Andrea Fortunato e Fabrizio Gorin, e ricevere il doveroso applauso comune di due tifoserie che non si sono mai amate ma che, per un motivo così valido, dovrebbero, almeno per una volta, evitare di osteggiarsi.

Claudio Baffico

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