Lettera/Paolo Guidetti: «Possibile che il Verona di Juric fatto con diversi ex Genoa dello scorso anno abbia quasi il doppio dei nostri punti o che il Lecce di Lapadula sia a più 4?»

Il nostro lettore afferma: «Così assistiamo, impotenti, alla dose settimanale di strazio in TV o allo stadio»

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I distinti in rossoblù dello stadio Luigi Ferraris (Foto Gabriele Maltinti/Getty Images)
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Buongiorno,
sembra di vedere un anno dopo l’altro, di continuo, un film già visto, come per la fantozziana Corazzata Potemkin. Preziosi, come il celeberrimo Ing. Guidobaldo Maria Riccardelli, impone la sua deprimente filosofia da tempo e nulla più dei risultati parlano chiaro. Da anni gli si dice che questa sua filosofia “è una cagata pazzesca” (Fantozzi dixit), ma lui va dritto per la sua strada. Oltre a non farsi più vedere a Genova, ultimamente non si fa più vivo sui media, fortunatamente. Forse l’evidenza è troppa anche per lui. Non abbiamo noi i mezzi, tuttavia, per salire sul palco e mettere il Legale Rappresentante “in ginocchio sui ceci”.
Così assistiamo, impotenti, alla dose settimanale di strazio in TV o allo stadio. Sembrava che alla fine dello scorso anno il fondo fosse stato toccato (belin, avrà capito?). Iniziammo più che decorosamente, poi sappiamo come andò, con la frana che inizio con lo scellerato cambio di allenatore. Questo anno sembra ancora peggio. Dopo un illusorio quanto breve buon inizio, il buio è ripiombato, più cupo che mai. Siccome essere arrabbiati è stancante alla lunga, prevale ormai la spossatezza e ci si rifugia nel passato. Io ho due Genoa nel cuore. Quello degli anni di Testoni, Onofri & Co., allenamenti a S. Olcese, valori tecnici non sempre di primo livello, ma carattere e rabbia agonistica da vendere. Alcuni dei giocatori di quei tempi sono rimasti nel nostro cuore, come il mitico ‘ruspa’. Eppoi il Genoa di Signorini, Aguilera, Branco, Skuhravy & Co. che ci ha fatto vivere sensazioni uniche e momenti incredibili (come l’applauso dei tifosi del Liverpool alla fine della partita all’Anfield Road).
Che dire degli ultimi anni e di questo anno? Siamo alla 14a giornata, siamo al secondo allenatore e siamo messi malissimo.
Con tutto l’affetto per Thiago Motta, per quello che è stato come giocatore da noi, ogni partita è un esperimento con esiti abbastanza deludenti. Un po’ alla Juric, alla fine di ogni disfatta dice che tutto va bene, mentre sprofondiamo sempre più. Non si può dire che la squadra sia priva di elementi di livello appropriato alla serie A. Evidentemente l’amalgama non va, forse i veri buoni giocatori sono a fine carriera, altri sono scommesse, altri sanno di essere o vogliono essere di passaggio … vi sono reparti con così forti carenze (attacco) che le conseguenza ricadono anche su quelli meglio strutturati (francamente una difesa con Criscito, Zapata, Romero, Biraschi, etc non è così male a priori).
Possibile che il Verona di Juric fatto con diversi nostri scarti dello scorso anno abbia quasi il doppio dei nostri punti o che il Lecce di Lapadula sia a +4?
Appurato che abbiamo anche una certa dose di sfiga congenita (giusto per non dire che è tutta colpa di …), non sono la strategia e la filosofia del nostro Legale Rappresentante ad aver affossato il Vecchio Balordo, ad aver privato di entusiasmo un pubblico straordinario e ad aver reso tutto piatto? Nel tempo sono cambiati giocatori e allenatori, l’unico fattore immutato è il suddetto. Questo anno tra l’altro il pubblico e la Nord in particolare stanno dando prova di pazienza (sarà rassegnazione?) e capacità di attesa (accogliendo al meglio Thiago Motta), un pubblico straordinario che ieri ha esposto uno striscione di solidarietà al popolo albanese così colpito dai recenti terremoti, un popolo rossoblu tanto agitato dentro quando solidale e di cuore quando serve. Se contasse il cuore della gente di stelle sul petto ne saremmo stracolmi.

Paolo Guidetti

paoguide@libero.it

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