Lettera/Massimo Tagino: «Cari giocatori, salvate il Genoa. Fatelo per noi, fatelo per la storia»

Il lettore scrive una lettera aperta ai rossoblù: «Tocca a voi fare il possibile per dare ai tifosi quello che meriterebbero»

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Gradinata Nord (Foto Genoa cfc Tanopress)
Cari giocatori del Genoa, vi scrivo nel giorno più importante pur sapendo che sarete ben concentrati e, difficilmente, leggerete queste righe.
Sono un tifoso del Grifone dal lontano 1998.
A differenza di molti che nascono sotto l’ombra della storia io capitai per caso allo stadio perché sono di Massa a 130 chilometri ed ero un tifoso Juventino.
Entrato allo stadio, era un Genoa-Torino, mi posizionai in tribuna lato Nord perché mio padre, Genoano, aveva ricevuto un biglietto omaggio e mi portò con lui. Non immaginavo che, da li a pochi minuti, mi sarei messo a cantare assieme ai tifosi pur essendo in un settore in cui, normalmente, si assiste in un certo silenzio. Mi innamorai della passione, del calore, della pressione che si respirava ad ogni sussulto. Il Genoa, quel giorno, pareggiò in rimonta e l’esplosione di gioia fu tale che saltavo come un matto piangendo, letteralmente di gioia. L’anno successivo feci l’abbonamento in Gradinata Nord ed ogni volta che entravo allo stadio sentivo l’enorme responsabilità di cantare e mantenere intatta la passione che ci tramandiamo da 125 anni.
Ora tocca a voi fare il possibile per dare a questa gente quello che meriterebbe. Molti di voi il prossimo anno saranno altrove, sia in caso di salvezza che in caso di retrocessione, ma sarete comunque ricordati per sempre. Sta a voi scegliere quale ricordo conserveremo. Se quello di una squadra che ha fallito nei loro obbiettivi oppure quella di averci mantenuto in Serie A.
Comunque vada ricordate queste parole. Ovunque voi andrete non troverete mai un tifoso come quello Genoano. Difficile, certo, duro e, a volte, anche esagerato nelle critiche, ma capace di amare come nessun’altro nel mondo del pallone.
Fatelo per noi, fatelo per la storia, fatelo per non essere comprimari.
Massimo Tagino – Massa
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