Il tridente difensivo, vera forza del Genoa

Izzo, Burdisso e Munoz sono una vera garanzia

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Munoz, Laxalt, Burdisso e Bernardeschi (Photo by Getty Images)

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Genoa- Fiorentina è finita dopo tre mesi e a spuntarla sono stati proprio i padroni di casa: Lazovic ha castigato la viola, ma tutto il Genoa ha giocato una partita da incorniciare. I ragazzi di Juric hanno interpretato alla perfezione una partita “monca” considerando i restanti 62 minuti da giocare dopo la sospensione dell’ 11 settembre scorso. Si è ripartiti dal 28’ del primo tempo, e proprio in questo “mini tempo” l’undici di mister Juric ha dimostrato- in maniera netta- quale sia l’idea di gioco inculcatagli dal tecnico croato.

17 minuti a tutto gas

Genoa- Fiorentina è stata anche la sfida tra i trasformisti del calcio italiano, naturalmente parliamo di Juric e Sosa. Entrambi amano la duttilità tattica, ma questa volta la sfida tra i due tecnici è stata ampiamente vinta dall’allievo di Gasp. Nel “primo” tempo del Ferraris a farla da padrone è stato l’agonismo e la corsa del Grifone. Un ritmo forsennato impresso alla gara per cercarla di indirizzarla nel verso giusto. Sousa ha cercato di arginare la foga dei rossoblù varando un undici di partenza inedito ed imbottito di esterni. La mossa del tecnico gigliato non ha prodotto gli effetti desiderati: il Genoa ha inibito il palleggio viola proponendo tutte le idee di gioco di Juric, soprattutto in fase di non possesso. Pressing continuo a tutto campo, marcature ad uomo a tutto campo e ritmo, tanto ritmo impresso alla partita. La Fiorentina praticamente non è mai riuscita a saltare la prima linea di pressing dei rossoblu, non trovando mai l’uomo tra le linee. Poche idee da parte della viola, in difficoltà nel confronto agonistico con il Genoa e se come prima punta hai Zarate, difficilmente puoi sperare che vinca qualche duello fisico contro i vari Izzo, Burdisso e Munoz.

Il tridente “rovesciato”

La forza del Genoa è proprio li, in quei tre di difesa: Izzo-Burdisso- Munoz. I rossoblu vantano la miglior difesa interna del torneo, merito sicuramente di tutta la squadra- in fase di non possesso- ma quei tre li dietro sono una vera e propria garanzia. Izzo e Munoz da marcatori puri non mollano mai il proprio avversario diretto, a costo di rompere la linea, ma Juric vuole questo: aggressività e giocate d’anticipo sugli avversari diretti. Un modo di difendere rischioso, ma quando si hanno dei giocatori con determinate caratteristiche il rischio si corre volentieri. Anche perché, generalmente, il Genoa cerca di creare superiorità numeri al centro proprio per consentire ai difensori esterni di aggredire quanto più alto possibile. Non a caso Burdisso, se lo si osserva attentamente, ricopre una posizione che fa tornare alla mente il vecchio “libero”: qualche passo indietro rispetto ai suoi compagni di reparto in modo da poter intervenire in caso uno dei due venisse saltato.

La fase difensiva del Genoa
La fase difensiva del Genoa

Veloso, Cofie ed il ritorno di Lazovic

Bravo Miguel, anche grazie all’aiuto di un giocatore di sostanza – ma lineare nelle giocate- come Cofie. Con il centrocampista ghanese al proprio fianco, Veloso ha meno lavoro sporco da fare ( ma nel calcio di Juric, bisogna comunque correre a tutta), qualche compito in meno in fase di copertura e regia più lucida, ovviamente a trarne giovamento è tutta la manovra rossoblu. Il Genoa sviluppa in verticale la propria manovra offensiva e con un Veloso meno appannato a giovarne sono soprattutto gli esterni, lanciati nello spazio dall’ottimo sinistro del regista portoghese. Esterni che sono l’arma letale di Juric. Sia a sinistra che sulla destra sono sempre chiamati a chiudere l’azione sul lato opposto. Emblematico in questo caso l’azione del gol dell’1-0: cross di Ninkovic dalla sinistra e inserimento vincente di Lazovic sulla destra alle spalle del diretto marcatore. Un’azione targata Ivan Juric.

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