ESCLUSIVA PG, Zigoni: “Pavoletti, un gesto da vero uomo”

"Ho apprezzato molto il gesto di rinunciare per un anno al denaro delle grandi per restare in rossoblù" spiega l'ex attaccante del Grifone. Che aggiunge: "Quanto piansi per la retrocessione del 1965"

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Pavoletti
Leonardo Pavoletti (Gabriele Maltinti/Getty Images)

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É esistito un giocatore nella storia del calcio italiano che ha saputo coniugare genio e sregolatezza, talento e follia meglio di chiunque altro. Un giocatore amato da ogni tifoseria che ne abbia cantato il nome. Pianetagenoa1893.net ha intervistato in esclusiva Gianfranco Zigoni, ex attaccante del Grifone nel biennio ’64-’66.

Stagione 1964-1965, ultima giornata. Genoa-Fiorentina, 4-1. Cosa le ricorda? La più grande delusione della mia vita: ricordo ancora che giocai con le lacrime agli occhi. Non mi sembrava possibile. In quell’anno retrocedemmo in Serie B con molta sfortuna. Contro la Viola realizzai una doppietta, il primo gol fu bellissimo: un pallonetto d’esterno sinistro dal vertice dell’area di rigore. Vendicai, così, le brutte parole che Guarnacci rivolse alla stampa nella gara d’andata: ‘Zigoni sarà un bluff’. La sconfitta decisiva fu contro il Varese, l’ennesima gara giocata in inferiorità fin dagli inizi“.

Veniamo al presente. Che impressione le ha fatto mister Jurić? Molto positiva, non solo per i sei punti conquistati. Mio figlio Gianmarco me ne ha parlato bene perché lo ha avuto come allenatore nella Primavera. Quel che Jurić ha fatto a Crotone ha dell’incredibile. Gli auguro tutto il bene possibile. Piace ai genovesi perché è spontaneo e diretto come la gente di mare“.

Da grande bomber ci fornisce il suo pensiero su Pavoletti? Ha dato fiducia a una generazione di calciatori che aveva perso le speranze. Lui ce l’ha fatta, è migliorato tantissimo e ora deve sfruttare questo momento. Leonardo è un calciatore completo, a differenza di Pellé e Immobile: meriterebbe senza alcuna discussione la maglia da titolare della Nazionale. Ho apprezzato molto il gesto di rinunciare per un anno al denaro delle grandi per restare in rossoblù: dietro al calciatore c’è un vero uomo“.

Domenica arriverà al Ferraris la Fiorentina di Sousa. Una squadra che un tempo sarebbe stata definita ‘mina vagante del torneo’. Non si sa mai come prenderla. La Viola ha dei grandi palleggiatori e uomini che possono decidere la partita con una sola giocata. Spero finisca con lo stesso risultato del ’64-’65. Il Genoa non deve più pensare alla salvezza, è una grande squadra ormai“.

Alessandro Legnazzi

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