Qual è il vero Genoa?

E’ quello la squadra che riesce a vincere in casa oppure il Grifone che prende nove gol in due gare in trasferta? Un quesito di non facile soluzione

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Marco Liguori
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Qual è il vero Genoa? E’ quello che riesce a vincere in casa oppure il Grifone che prende nove gol in due gare in trasferta? Sicuramente, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, ve lo sarete chiesti subito dopo il fischio finale dell’arbitro Abisso all’Olimpico. Il Grifone sembra avere due facce: dottor Jekyll al Ferraris e mister Hyde fuori casa. Eppure l’impianto della difesa è praticamente lo stesso dell’anno scorso: Biraschi, Spolli e Zukanovic con l’aggiunta di Gunter. La formazione a disposizione di Ballardini è cambiata in due settori: attacco e linea mediana. Ma da quello che si vede, soprattutto nelle gare lontane dal Tempio, non è uno sbilanciamento in avanti della squadra, causato dalla serie di nuovi interpreti del reparto avanzato (Bum-bum Piatek primo e fondamentale tra tutti, seguito dall’efficace Kouamé), ma della mancanza di sostegno del centrocampo. E sopratutto dalla debolezza, che già avevo evidenziato la scorsa settimana, della linea centrale: non solo manca un regista, ma mancano i marcatori. Se finalmente è tornato Sandro a reggere le redini della formazione R&B (e speriamo che trovi in fretta il ritmo partita), mancano i due “muri” a protezione della difesa che sappiano marcare gli avversari di reparto: oggi Parolo e Milinkovic Savic hanno fatto il bello e il cattivo tempo contro Romulo e Hiljemark. E non sembrano esserci in rosa, visto che Mazzitelli mi sembra essere più una mezzala veloce, quasi un sostituto di Hiljemark: c’è anche Rolon, ma non si capisce perché Ballardini non voglia impiegarlo. Romulo non convince: sarebbe meglio impiegarlo sulla fascia destra, dove sa essere incisivo. Dulcis in fundo, Marchetti: anche lui alterna prestazioni discrete al Ferraris (ricordo la parata decisiva contro l’Empoli) a quelle mediocri fuori casa, come quella di oggi. Ma al di là di schemi e uomini, lascia perplessi anche la mancanza di carattere della squadra: soprattutto come nel primo tempo di oggi, quando non c’è stato un minimo segnale di riscossa.

Ballardini ha poco più di 48 ore per cercare di trovare una soluzione a questi problemi: non dimentichiamoci che mercoledì contro il Chievo al Ferraris dovrà effettuare anche un turnover, magari non ampio ma lo farà, visto che quattro giorni dopo il Genoa è atteso a Frosinone. Due scontri salvezza da non sbagliare: se il Grifone li superasse indenne, sarebbe molto importante per affrontare il prosieguo del campionato con serenità. Passo e chiudo!

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