Così è il Genoa, se vi pare

La squadra ha giocato discretamente a Cagliari ma ha perso ancora una volta: un difetto di fabbrica che si evidenzia spesso

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Marco Liguori
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Regaliamoci un sorriso, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, con una domanda dalla risposta scontata alla Max Catalano (uno dei protagonisti di “Quelli della notte” il programma tv di Renzo Arbore), per addolcire la sconfitta di Cagliari. E’ meglio giocare male e portare punti a casa che giocare discretamente e perdere? Sicuramente la prima parte è quella che vorremmo sempre che accadesse al Genoa, ma purtroppo al Sardegna Arena si è realizzata la seconda. La squadra oggi ha disputato un primo tempo, come ho accennato prima, discreto con alcune occasioni, come quella capitata a Piatek col pallone respinto da Cragno. Nel finale della prima frazione di gioco abbiamo assistito al solito errore di concentrazione della difesa: palla a Farias che, senza marcatura, ha controllato in tranquillità e ha battuto Radu. E’ l’ennesima sconfitta maturata con un regalo all’avversario, costato davvero caro al Grifone: un difetto di fabbrica che si è, ahimè, evidenziato con Ballardini, Juric e Prandelli. Non è bastato l’ingresso di Kouamé per pareggiare: c’è comunque poco da fare, se non c’è l’attaccante ivoriano a liberare gli spazi per il centravanti polacco, per quest’ultimo le cose si complicano contro le difese avversarie.

Credo che alla squadra manchino alcuni giocatori per diversi ruoli. Non credo il portiere: Radu sta acquistando sicurezza a ogni gara. Invece, mancano i ricambi sulle fasce: a destra Pereira sembra troppo timido, non sembra possa essere l’alternativa di Romulo. A sinistra va ancora peggio: non c’è un sostituto di Lazovic. In mediana, si nota l’appannamento costante, partita per partita, di Veloso e Sandro: sarebbe forse opportuno un centrocampo di pedalatori Hiljemark-Rolon-Bessa. Il problema è che non ci sarebbero altri sostituti in questo settore, se si esclude Mazzitelli, al momento infortunato. In difesa va meglio con il trio Biraschi-Romero-Criscito: tuttavia l’argentino deve capire che non può farsi ammonire dopo pochi minuti e condizionare l’andamento dei compagni e le scelte del tecnico. Anche qui occorrerebbero ricambi: Zukanovic non sembra garantire il soddisfacente rendimento dello scorso anno, mentre Lakicevic è un oggetto misterioso. E, in vista del mercato di gennaio, bisognerà prendere una decisione: difesa a quattro alla Prandelli oppure rimanere con quella a tre? Resta comunque un elemento positivo molto importante per il tecnico: la tenuta atletica c’è, almeno di buona parte dei giocatori, nonostante le due partite nel giro di quattro giorni.

Il Genoa così è, con i suoi pregi e i suoi difetti. Non c’è il tempo di fiatare: sabato c’è l’ultima gara del girone di andata contro la Fiorentina, prima del “letargo” di gennaio, spostato semplicemente dalla fine di dicembre alle prime due settimane del nuovo anno (il prodotto non cambia per i tifosi). Prandelli affronterà i viola, con cui ha avuto le soddisfazioni più intense: dopo aver battuto Gasperini, il passato del Genoa, potrebbe tirare fuori dal cilindro una vittoria contro il suo passato? La palla è tonda e tutto può accadere: passo e chiudo!

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