Radu: «Sono una persona fortunata. Lakicevic il più divertente»

«Il mio slogan per la Romania è: "come noi nessuno". Ho pianto dopo aver perso contro la Germania»

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Radu Genoa
Andrei Radi (foto di Genoa CFC Tanopress)

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La testata giornalistica romena Gazeta Sporturilor ha intervistato Ionut Radu. Il portiere del Genoa svela alcuni punti della sua personalità: «Sono un tipo riservato? Non ho nulla da nascondere. La mia vita è come un libro aperto, sia nel bene che nel male. Sono partito dal basso e spero di non perdere la testa con la notorietà derivante da questo lavoro. Mi considero una persona fortunata».

«Penso che la mia principale qualità sia la bontà: mi considero un brav’uomo. Purtroppo tendo ad arrabbiarmi rapidamente, un pò come tutti quelli nati sotto il segno dei gemelli» ammette il n.1 del Grifone.

Quali sono i tre oggetti che porterebbe su un’isola deserta? «Il telefono (anche senza internet, così posso giocare ugualmente), un tavolo da ping-pong e una canna da pesca. O forse solo una barca, per tornare indietro. La cità più bella? Direi Bucarest, perché ci sono nato; Mykonos è un posto assolutamente meraviglioso e rilassato, in pochi minuti sei amico di tutti».

«Il mio slogan per la Romania è: “come noi nessuno”. In ogni senso. In Italia non ho mai avuto problemi derivanti dalle mie origini romene» conferma l’ex Avellino.

Parlando dello spogliatoio del Genoa, Radu spiega: «Con Lakicevic era impossibile annoiarti, un ragazzo incredibile che ora è in prestito al Venezia. L’atmosfera degli spogliatoi di Serie B è la più bella perché… bohémien».

«L’ultima volta che ho pianto? Dopo aver perso contro la Germania all’Europeo Under 21: il sogno era finito in semifinale. Il più grande allenatore romeno è Mircea Lucescu, come uomo e come personalità» chiosa Radu.

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