Genoa travolto da Duvan Zapata: troppa libertà al colombiano

Ankersen e Romero concedono un canale di tiro di quasi tre metri, Radu incolpevole

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Zapata Genoa-Atalanta Genoa
Il momento del tiro di Duvan Zapata (fotogramma preso dal video Youtube della Lega Serie A)
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Il dispiacere per il gol di Zapata a trenta secondi dal termine non deve sovrastare le buone impressioni di questo Genoa. Doveva capitare, prima o poi, la prima sconfitta in campionato. Ed è giunta contro una corazzata che lotterà ancora per il piazzamento in Champions League. L’Atalanta ha tutto: tecnica, elasticità tattica, imprevedibilità, intensità e potenza. Contro il Genoa ha avuto anche fortuna, cosa non ammessa da Gasperini a fine partita a danno della sua onestà intellettuale. La fortuna di pescare l’asso di briscola in ultima mano per merito di un giocatore dominante nel campionato italiano.

Zapata ha fatto un gran gol. É tutta sua la caparbietà di calciare l’ultimo possesso verso Radu, per lo più incolevole sul gol. Una sassata che ha piegato il polso del portiere del Genoa. Non poteva fare altro, Radu. Ci ha provato aprendo il braccio e cercando la complicità del volto superiore della traversa: invece, montante interno e gol. La marcatura dell’Atalanta è frutto del talento di Duvan Zapata: Radu, tuttalpiù, non ha la struttura fisica per inibire certe bordate. A differenza di Manuel Neuer, emblema del portiere moderno, che contro il Lipsia si è esibito nell’identica parata ma con esito opposto. Non è questione di tecnica obravura, bensì di forza negli arti.

Manuel Neuer (da FC Bayer München)

Il gol al 95′ ha rovinato il pranzo dei genoani: poteva essere evitato con più accortezza. Prima che calci, Ankersen e Romero concedono a Zapata un canale di tiro di quasi tre metri che spalanca lo specchio della porta di Radu. A monte, nessun giocatore del Genoa ha contrastato la conduzione di palla di De Roon. L’olandese ha compiuto una discesa libera con dinanzi a sé sei uomini di movimento dietro la linea del pallone. Materiale che tornerà utile ad Andreazzoli per le prossime sedute in sala video.

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