Correva l’anno 2007: il grido di gioia del Grifone squarciò in «Zona Cesarini» il silenzio del “San Paolo”

Si giocò a porte chiuse per le intemperanze dei sostenitori partenopei avvenute nell’incontro vinto dagli azzurri nel medesimo stadio contro il Livorno. Dopo l'autorete di Cannavaro in favore del Genoa, nel 2° tempo pareggiò Domizzi su rigore: ma al 43’ Sculli mise dentro il pallone della vittoria rossoblù

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Se il Campionato di Serie B 2006/2007 è ricordato come l’unico dei quindici con la formula dell’eventuale disputa dei play-off per la promozione a non averla avuta, perché la squadra in terza posizione, il Genoa, aveva maturato un vantaggio di dieci punti – la quota minima richiesta per non effettuare la «coda» del Campionato cadetto – su quella che si trovava in quarta – il Piacenza – nella classifica finale, il successivo Campionato di Serie A è stato l’ultimo in cui tutte e tre le formazioni neopromosse – Juventus, Napoli e Genoa – hanno mantenuto la massima categoria appena conquistata (addirittura tutte e tre si piazzarono nella «parte sinistra» della classifica: i bianconeri conclusero il Campionato in terza posizione con 72 punti, gli azzurri in ottava con 50 e i rossoblù – agganciati al termine dell’ultima giornata in classifica e superati nella «classifica avulsa degli scontri diretti» per miglior differenza reti dall’Atalanta, vittoriosa per 2-0 in tale occasione sul Genoa, in decima con 48). Dopo quel Campionato il Brescia, il Frosinone, il Lecce, il Livorno e il Pescara due volte ciascuno, il Benevento, il Carpi, il Cesena, l’Empoli, l’Hellas Verona e il Novara una volta ciascuno (in totale negli ultimi dodici campionati sedici retrocessioni su trentasei – cioè, il 44.(4)% dei casi – hanno coinvolto formazioni neopromosse). Quello tra Napoli e Genoa della VI giornata, disputatosi al “San Paolo” «a porte chiuse» per le intemperanze dei sostenitori partenopei quattro giorni prima nell’incontro vinto dagli azzurri nel medesimo stadio per 1-0 contro il Livorno, fu il primo dei sei incontri del mini-torneo «virtuale» tra le tre blasonate formazioni neopromosse (il Napoli, sempre sconfitto – per 1-2 all’andata in casa e per 0-2 al ritorno – dal Genoa, a sua volta battuto per 0-1 a Torino e per 0-2 in casa dalla Juventus, avrebbe sconfitto 3-1 in casa all’andata i bianconeri, poi vittoriosi 1-0 al ritorno).

Il Genoa di Gian Piero «Gasperson» Gasperini, che si riaffacciava alla Serie A dopo esserne stato assente per dodici campionati (undici di serie B ed uno di Serie C1), aveva avuto un inizio abbastanza «timido», che lo aveva portato a conoscere la vittoria (3-2 in casa contro l’Udinese quattro giorni prima) dopo la sconfitta iniziale per 0-3 in casa contro il Milan e tre pareggi (due 0-0 in trasferta contro il Catania e la Sampdoria inframmezzati dall’1-1 casalingo contro il Livorno), mentre gli azzurri di Edoardo «Edy» Reja, ritornati nella massima serie dopo sei anni di assenza (quattro campionati di Serie B e due di Serie C1), dopo lo 0-2 casalingo contro il Cagliari all’esordio, avevano maramaldeggiato per 5-0 in casa dell’Udinese e colto due successi casalinghi per 2-0 sulla Sampdoria e per 1-0 sul Livorno inframmezzati da un pareggio «a reti bianche» in casa dell’Empoli.

L’incontro – che aveva avuto curiosamente i suoi preliminari nei convenevoli tra i due capitani, Matteo «il monello» Gianello ed Alessio «Gatto» Scarpi, entrambi portieri di riserva, rispettivamente schierati in sostituzione dell’infortunato Gennaro «Belzebù» Iezzo e dello squalificato brasiliano Ruben Fernando Moedim «Rubinho» – volse dopo pochi minuti a favore del Genoa, quando all’11’, su traversone basso dalla destra dell’honduregno Julio César «Rambo» León Dailey, Paolo «il Dandy» Cannavaro II, nel tentativo in scivolata di anticipare il centravanti avversario «Super» Marco Borriello I, «svirgolò» il pallone, colpendolo a quattro metri dalla porta con la tibia sinistra e mandandolo nell’angolino basso sinistro della stessa.(il Napoli non subiva reti da 403 minuti). Il grande escluso dell’incontro per ragioni di «turn-over», il forte centrocampista slovacco Marek «Marechiaro» Hamšik, venne mandato in campo al posto di Andrea «Cupido» Cupi da Reja (il tecnico goriziano decise di passare dall’iniziale 3-5-2 a un più aggressivo 4-3-3) al 32 del primo tempo e cinque minuti dopo crossò allindietro dalla sinistra per laccorrente argentino Ezequiel Iván «el Pocho» Lavezzi, la cui conclusione al volo di destro da sedici metri finì una decina di centimetri sopra la traversa della porta genoana.

Il signor Nicola Pierpaoli di Firenze ravvisò in un «sandwich» dell’italo-tedesco Gaetano «il difensore goleador» De Rosa e del franco-marocchino-senegalese Abdoulay «Bubu» Konko ai danni di Lavezzi gli estremi per la concessone della massima punizione, che Maurizio «il Muro del pianto» Domizzi al 6’ della ripresa trasformò con freddezza con un angolato diagonale rasoterra di sinistro. Scarpi, che si era getttato dalla parte.sbagliata in occasione del calcio di rigore, salvò dodici minuti dopo il risultato con un tuffo plastico e una deviazione con la mano destra sopra la traversa del pallone scagliatogli, appena dentro larea di rigore, con un diagonale di sinistro da Hamsik, facendosi poi trovare pronto alla parata a terra sul tiro di destro da ventuno metri di Lavezzi sugli sviluppi del successivo calcio dangolo. Al 43’ vi fu la «scena-madre» dell’incontro: Borriello I sul settore di sinistra dellarea di rigore avversaria vinse di forza un contrasto con Cannavaro II, avendo modo di «ritagliarsi» lo spazio per effettuare con il prediletto piede mancino a pochi centimetri dalla linea di fondo un dosato traversone allindietro per Giuseppe «Beppe» Sculli (subentrato trentatré minuti prima a León Dailey), il quale con un colpo di testa dal dischetto del calcio di rigore mandò il pallone in porta, dopo che, dopo un rimbalzo per terra, ne aveva «baciato» a mezz’altezza il palo sinistro (l’attaccante calabrese mostrò per la prima volta la sua attitudine ad essere decisivo in incontri «a porte chiuse», che avrebbe ribadito in due partite disputatesi al “Luigi Ferraris”, mettendo a segno di testa – sempre sotto la deserta Gradinata Nord – l’ultima rete rossoblù in due diversi campionati: in Genoa-Milan 1-0 di domenica 9 maggio 2010 e in Genoa-Città di Palermo 2-0 di domenica 13 maggio 2012).

TABELLINO

Napoli, domenica 30 settembre 2007, Stadio San Paolo”, ore 15:00

Napoli-Genoa 1-2 [VI giornata del Campionato Italiano di Serie A 2007/2008]

Arbitro: Pierpaoli [Firenze]

Spettatori: Cinquecento circa

Marcatori: nel 1° tempo all11’ autorete di Cannavaro II (pro G); nel 2° tempo al 6’ Domizzi (N) su rigore, al 43’ Sculli

Napoli (3-5-2): 22 Gianello; 16 Cupi (dal 32’ del 1° T.: 17 Hamšik), 28 Cannavaro II, 21 Domizzi; 14 Garics, 8 Blasi, 23 Gargano, 18 Bogliacino (dal 17’ del 2° T.: 9 Ro. Sosa), 19 Savini; 25 Zalayeta (dal 29’ del 2° T.: 11 Calaiò), 7 Lavezzi. Allenatore: Reja.

Genoa (3-4-1-2): 73 Scarpi; 3 C. Bovo, 25 G. De Rosa, 16 Lucarelli II; 24 Konko, 28 Jurić, 19 Paro, 8 Danilo Sacramento (dal 41’ del 2° T.: Papa Waigo I); 77 Milanetto (dal 15’ del 2° T.: 5 M. Coppola); 11 Leon (dal 10’ del 2° T.: 14 Sculli), 22 Borriello I. Allenatore: Gasperini.

Note: L’incontro, che si gioca a porte chiuse (possono assistere solamente dirigenti delle due squadre e federali, giornalisti, duecento tifosi ad invito per ciascuna società e gli handicappati) per le intemperanze dei tifosi napoletani nell’incontro vinto in casa 1-0 con il Livorno mercoledì 26 settembre 2007, è il terzo della storia del Genoa giocato con tale modalità e il primo ad essere vinto (i precedenti due, disputati a Milano domenica 9 agosto 1925 e a Piacenza sabato 24 febbraio 2007, si erano conclusi con le vittorie per 2-0 del Bologna e per 3-1 del Piacenza). Circa cento tifosi del Genoa, essendo gemellati con quelli del Napoli, si recano comunque in trasferta per trascorrere la giornata con i sostenitori azzurri.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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