Malagò: “Le regole non ci permettono il commissariamento della Figc”

Il presidente del Coni: "Se avessimo commissariato il calcio qualcuno avrebbe fatto, e probabilmente vinto, il ricorso. Io non posso esporre il Coni e la Giunta a questo rischio"

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Malagò
Giovanni Malagò, Coni (da coni.it)

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“Ci sono delle problematiche. Non serve far finta che non sia successo niente, soprattutto per chi riveste una carica”. al termine della Giunta straordinaria del Coni, il presidente Giovanni Malagò  ha spiegato che non è possibile commissariare la Federcalcio, da cui si è dimesso il presidente Tavecchio. “Sotto questo punto di vista la mia posizione è netta e chiara – afferma Malagò (ripreso da Sky Sport) – anche categorica: per me il calcio italiano va riformato, vanno cambiate le cose sotto tante cose di viste. Per arrivare a questo non si può non passare da un commissariamento, con poteri ampi e anche lungo. Non uno classico, ma un commissariamento lungo, perché il male esiste alle radici, ma lo statuto Figc impedisce di riformare il calcio”.

Il numero uno dello sport italiano spiega sui possibili risvolti legali del commissariamento: “La posizione della Giunta è chiara, ci vuole il commissariamento, ma le regole non ci permettono di farlo. Se avessimo commissariato il calcio qualcuno avrebbe fatto, e probabilmente vinto, il ricorso. Io non posso esporre il Coni e la Giunta a questo rischio”.

Altro tema spinoso: la scadenza di Tavecchio dalla carica di commissario della Lega di serie A. “Siccome il Commissario è di natura straordinaria se nei termini previsti nella scadenza del commissariamento della Lega di A, ovvero l’11 dicembre, non si arriva alla nomina delle nuove cariche, quel commissariamento non può essere procrastinato, perché si va in amministrazione straordinaria, a quel punto si riconvocherebbe una giunta e si faranno le dovute considerazioni”.

Secondo Malagò l’errore principale di Tavecchio è “essere presidente di una Nazionale che per la seconda volta nella storia non si è qualificata al Mondiale”.

Infine Malagò ha espresso la sua solidarietà a Tavecchio per l’accusa di molestie spuntata negli ultimi giorni: “Ho chiamato Tavecchio innanzi tutto perché sono una persona educata e poi gli ho dato la mia solidarietà. Non do giudizi, ma senza elementi certi la componente umana prescinde dal ruolo che ricopre”.

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