UN TACCO DI CLASSE/Buon Grifone, ma fa bene Jurić a restare con i piedi per terra

Bene l'avvio, bene quel pizzico di fortuna che guai se manca. Ma, come spiega Juric, ora si vada avanti senza farsi illusioni: occorre lottare sempre

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Scrivo queste righe dalla Sardegna, dove sono rientrati i cagliaritani molto demoralizzati, ma anche onesti. E riporto subito le dichiarazioni di Borriello, correttissimo nel dire: ”Facciamo i complimenti al Genoa e pensiamo subito all’incontro contro la Roma”.

Marco è calciatore serio e onestamente aggiunge: ”Se fosse entrato il palo di Giannetti, forse avremmo vinto”. Al Genoa ha giocato 71 gare e 31 gol. Nella massima serie ha giocato con undici maglie diverse. Quando ha segnato, a Marassi, tutti pensavano che si sarebbe assistito al “solito” Genoa, ingenuo e inesperto. Invece no: un bel segno questo.

PREZIOSI. Ha esultato al terzo gol. E giustamente ha detto:”Abbiamo fatto tutto noi. Solo cinque minuti di calo. La squadra non molla mai, tira ancora poco, il possesso palla è stato sempre nostro. Jurić funziona”.

JURIĆ. Al di là degli schemi tattici che tanto piacciono ai “santoni”, rimane la sensazione che sono i ritmi sempre alti, ancorché a volte imprecisi, a fare del Genoa una squadra corsara. Che Jurić voglia sempre giocare in avanti lo si sa, e già dalla prima gara lo si è visto. Poi valgono anche i moduli (3-4-3 oppure 4-2-3-1) ma il cuore e la voglia di vincere valgono su tutto. Basta vederlo ai bordi del campo: è una continua incitazione ai suoi, avanti, avanti, non fermatevi. E via con Ntcham, attaccante bomber.

MIGLIORI. Sicuramente il “colored” con quella stangata del pareggio ma soprattutto quel correre e caricare attaccando. Il suo è stato davvero il momento della svolta. Il calcio si sa è perfido: e lo è stato, diciamolo, per il Cagliari, da quel maledetto palo, allo scatenamento del Genoa, due minuti di follia per Rastelli e i suoi. Altro “grande” è stato Izzo, ha fermato sia Borriello che Sau, forte, sicuro, guai a venderlo. Perché non dimentichiamo che mancano un po’ di giorni prima che chiuda il mercato: Preziosi mi raccomando, tenga tutti, Jurić sta plasmando i suoi.

NUOVI. Si attendevano i nuovi, Ocampos, Lazović, Veloso, Pandev nel nuovo ruolo. Insomma: molto da lavorare, ma le individualità ci sono. Jurić dice: ”Attenzione, stiamo con i piedi per terra. C’è lo spirito di squadra, ma attenzione, il nostro obiettivo è la salvezza. Comunque diciamo che Veloso accanto a Rincón funziona, dovrà essere un po’ più veloce. È bravo nei contrasti, è intelligente e questo nel calcio è molto importante. Ocampos, è uno che ama il dribbling, far secco l’avversario, umiliarlo con lo scatto felice. Non sempre ci riesce, però è un piacere vederlo giocare. Se sarà più concreto si sarà trovato un elemento di classe”.

DOMANI. Bene l’avvio, bene quel pizzico di fortuna che guai se manca. Ma ora si vada avanti con i “piedi per terra”. Essere primi in classifica è bellissimo.

Vittorio Sirianni

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