Sabato 17 febbraio 2018: data storica per il Genoa

Il Grifone trionfa sull'Inter, mentre sugli spalti del Ferraris si scatenava una splendida festa. Ora arriva un ciclo di gare alla portata

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Vittorio Sirianni

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Sabato 17 febbraio 2018 rimarrà una data storica per il Genoa.  Le 200 partite di Ballardini, i 70 anni di Preziosi, le struggenti canzoni di De Andrè genoano per i suoi 78 anni, una vittoria strepitosa su un Biscione nerazzurro morto, una tifoseria straordinaria e impazzita, una tribuna piena di “vip”che hanno applaudito il Grifone dall’inizio alla fine.

C’era addirittura tutto lo staff di “Quelli che il calcio”, da Fulvio Collovati, alla fascinosa Mia Ceram, a Paolo Kesissoglu, ma soprattutto Luca Bizzarri, presidente di Palazzo Ducale. Quest’ultimo avrebbe voluto, sabato sera dopo la vittoria, portare fuori tutti i suoi amici rossoblù (senza…farlo sapere a Ferrero) nel suo “Palazzo” per una notte di follia.

E c’era anche il Ct di passaggio della nostra Nazionale Di Biagio, che ci auguriamo che abbia visto un “certo” Perin, con le sue straordinarie parate e che finalmente lo metta al posto del vegliardo Buffon, lasciando perdere quel Donnarumma rientrato nella normalità (per non dire nella mediocrità) dei portieri italiani.

Dunque un Grifo eccellente. Non era mai successo che per tre settimane consecutive si continuasse a ripetere le stesse cose: cose belle, si intende. Abbiamo, in passato, sempre parlato di alti e bassi, di gioie e sofferenze di discontinuità del gruppo. Ma da un mese i giudizi sono sempre stati felicemente ripetitivi: il Grifo è una squadra vera, l’allenatore è eccezionale, i giocatori sono consapevoli che possono vincere ogni partita, i dirigenti hanno lavorato benissimo sul mercato.

Inizialmente, se fosse stato questo il cammino rossoblù, la squadra rossoblù sarebbe probabilmente al terzo posto in classifica. Ma, dopo un avvio tormentato, ecco finalmente il “rinascimento”: mai visto conquistare nove punti in tre partite (di cui sei in trasferta). Ora, attenzione, arriverà un calendario che un tempo si diceva “alla portata”, cioè incontri con squadre non considerate “grandi”, ma normali. Ebbene, Ballardini si fa sentire con i suoi uomini: “Attenzione, non dobbiamo abbassare la guardia, la salvezza è ancora lontana, i prossimi avversari non sono da sottovalutare”.

I protagonisti del momento, stando al tecnico, non sono né i difensori, né i centrocampisti, ma gli attaccanti che giocano a tutto campo, dando un contributo fondamentale agli altri reparti, i quali si aiutano reciprocamente creando quell’amalgama che porta ai risultati positivi ottenuti.

Pandev oggi è miracolato: forse perché aspetta l’arrivo di un erede, forse perché Ballardini lo ha “stregato”, chissà. Bertolacci nel nuovo ruolo davanti alla difesa prende 7 in pagella, diventa uomo di rottura e di impostazione; anche i nuovi Bessa e Hiljemark appaiono sempre più integrati. E in difesa tutto va per il meglio: chiunque entri fa bene, molto bene.

Ora il Genoa affronterà il Bologna in trasferta, poi ci saranno due gare al Ferraris, dove finalmente ha ricominciato a vincere (prima dell’Inter aveva vinto soltanto due squadre casalinghe).

Insomma: De Andrè ha portato fortuna. Il sole splende sul Genoa anche quando piove…

Vittorio Sirianni

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