Niente processi, please

Il Genoa ha subito una brutta batosta col Sassuolo, ma non bisogna iniziare con le polemiche e i suggerimenti inutili

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Ballardini
Mister Ballardini (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Brutta batosta! Ma attenzione. Guai a cominciare con i processi: si deve giocare a quattro in difesa, si deve giocare a cinque a centrocampo, c’è bisogno di due centrali con grinta, i due in attacco non sono ammissibili, meglio “l’uno-uno” e un centrocampo più folto.

Insomma, ormai, i “soloni della tattica si sono scatenati e Ballardini è diventato un “alunno” che deve ancora imparare molte cose. In seguito, a mente fredda, si va a rivedere cosa è successo con il Lecce e con l’Empoli e si riscontra che la formula di “Balla” ha funzionato benissimo, ha trovato equilibrio e bastava (così dicevano i “soloni” che adesso chiacchierano un po’ a vanvera) che migliorasse la condizione fisica e la coesione.

E allora? E allora, amici cari, lasciamo stare le formule e i suggerimenti inutili e diciamo che, come accade spesso nel calcio, ci sono 13 minuti di follia (assolutamente “non lucida”) che fa precipitare nel buio tutta una squadra. Perché? I motivi sono tanti, ma uno solo ha senso: vale a dire, i giocatori in campo improvvisamente non interpretano più il loro ruolo, perdono il loro giusto “atteggiamento tecnico”, appaiono improvvisamente avulsi dal gioco, leggeri e disordinati. Tutto qui: cose naturali del calcio.

Del resto il Genoa (come hanno anche sottolineato i “soloni”) ha giocato la prima mezz’ora egregiamente, era andato anche in vantaggio con quel fulmine d’attaccante che si chiama Piatek, poi buio. E quando, sempre improvvisamente la luce s’è riaccesa (e non peché si è cambiato il cosiddetto modulo) ecco altri due gol. Con la consueta calma, “Balla” ha spiegato il fenomeno: “Non possiamo permetterci 15 minuti di rilassamento, non possiamo permetterci di credere, dopo il vantaggio, di essere i più forti”.

E d’altra parte chi chiede cambiamenti di modulo, poi inizia a elogiare Pandev (guai a toccarlo), e in avanti Piatek ha segnato altri due gol, che si vuole di più? Perché dovrebbe cambiare impostazione? Basta che riesca a far capire ai suoi uomini (tutti di qualità, questo lo ammettono anche i “soloni”) che è l’atteggiamento in campo che conta, la voglia e la concentrazione che portano a interpretare bene il proprio ruolo, non altro.

Dunque solo fattori mentali, fattori che riguardano la psicologia del giocatore. E’ trascurabile che la difesa sia a tre o a quattro: basta che i protagonisti giochino con attenzione, rigore e massima concentrazione, com’è stato fatto contro Lecce ed Empoli.

Certo, gli aspetti umani (cuore, grinta, consapevolezza, nei propri mezzi) dovranno essere “tirati fuori” dal tecnico e non è facile, ovviamente. Ma Ballardini ne ha tutte le capacità.

Chiudendo, lo diciamo molto convinti: nulla di grave è successo per i cinque gol. Se poi vogliamo verificare qualche annotazione tecnico-tattica. Possiamo accennare al fatto che, ad esempio, Spolli quest’anno non sembra più quello della passata stagione (ma dietro ha un Gunter niente male), che Sandro purtroppo non c’è: di conseguenza il centrocampo non ha quella forza d’impatto, permettendo larghi spazi agli avversari.

Ma, ripetiamo, queste sono tutte situazioni che si risolvono: importante è l’atteggiamento (insistiamo) che dovranno avere d’ora in poi i rossoblù quando scendono in campo. E’ inammissibile la leggerezza di Biraschi (sempre attento), è inammissibile l’errore di Spolli che non riesce a fermare una palla sulla linea di porta. Su Marchetti un appunto: è vero che due forti e insidiosi tiri li ha respinti in modo corto, ma santo cielo, perché invece di un avversario a riprendere la palla non c’era un rossoblù?

Alla ripresa arriva il Bologna: è la volta di una buona scorpacciata di tortellini…

Vittorio Sirianni

Vittorio Sirianni
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