La vittoria sulla Juventus lo ha confermato: il Genoa è un fenomeno paranormale

Dopo le prove mediocri con Chievo, Frosinone e Parma, il Grifone ha sfoderato una prestazione che ridà fiducia a tutto l'ambiente

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Vittorio Sirianni
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Quando affermiamo che il Genoa è un fenomeno paranormale, molti sorridono, ma la realtà conferma la nostra tesi. Pensate, in una giornata rossoblù incredibilmente gloriosa (anche questo è un miracolo paranormale) persino a Radovanovic è stato dato dagli esperti il voto 7, quando in passato abbiamo contestato e accusato il giocatore di essere lento, scarso, non illuminante…Pensate: un certo Sturaro, che tutti dicevano essere stato pagato troppo (18 milioni), entra in campo e dopo un minuto e mezzo esatto segna il gol che scatena 30mila persone e pone fine al dominio bianconero.

Prandelli, dopo essere stato accusato di sbagliare modulo, manda in campo una formazione perfetta, compie cambi perfetti, e il più vecchio in campo (pardon, più anziano: Pandev) esalta il gioco del calcio con un gol strepitoso e con la garanzia che uno come lui deve essere sempre schierato.

E ancora: si ritrova Perin, un ex grande amore dei tifosi e lo si ritrova sempre bravo, ma anche disattento e impreciso.

Dopo tutto ciò, potete ancora dire che il Grifo non è un caso patologico, da studi approfonditi di psicoterapia?

Un delirio, si diceva: attenzione. Bisogna anche considerare attentamente le parole del saggio Prandelli: «E’ un successo che fa bene all’ambiente, ora però non perdiamo l’equilibrio. Abbiamo lottato, giocato forte, spinto a dovere, con grande coraggio e personalità. Il pubblico ci è amico e non dobbiamo più deluderlo».

Ecco: questa è la filosofia che d’ora in poi dovrà adottare il Genoa.

Ci diceva l’amico Oscar Damiani, presente in tribuna in un’elegante mise tutta rossa fiammante: «Guardate, ci sono alcuni giocatori che potrebbero stare tranquillamente in nazionale. E poi avete un tecnico intelligente, che sa di calcio come pochi».

Prandelli ha compreso che il modulo tattico migliore è il 4-4-2 che ha applicato sin dall’inizio: il talento dei giocatori, la continuità di gioco, l’atteggiamento in campo sono le caratteristiche che possono portare al successo. Il tecnico ha anche compreso che il “talento” in questa squadra non era poi così valorizzato: c’era dunque bisogno di lavorare sulle motivazioni o, come si dice, “lavorare bene nello spogliatoio”. Ora, non è che la strepitosa vittoria sulla Juve abbia risolto tutti i problemi, ma è certo che questi risultati positivi servono proprio a ridare motivazione ai giocatori e fiducia al tecnico e ai tifosi.

Il Grifone ha una qualità: vive intensamente i momenti esaltanti, che servono a contemperare quelli, ahinoi, molto bassi. Come dire che una giornata simile ripaga le tante partite “nebbiose” e vale quasi quanto uno scudetto o una coppa. Possiamo dunque dire che per i rossoblù valga l’antico proverbio «Meglio un giorno da leone che cento da pecora»? Secondo noi, possiamo!

I leoni rossoblù con questa prestazione imprevedibilmente strepitosa, fanno dimenticare le…”cento giornate” con i vari Chievo, Frosinone, Parma…

Una giornata così resta indimenticabile, entra nei ricordi e nella storia; per questo motivo esalta i tifosi.

Guardiamo avanti perché l’esaltazione è finita. All’orizzonte ci sono Udinese, Inter, Napoli, poi il derby. Uniamoci quindi alla saggezza di Prandelli: equilibrio e piedi per terra, con Pandev pronto ad entrare a metà gara e con Sturaro pronto a fare il gol dopo un minuto e mezzo dall’entrata in campo.

Vittorio Sirianni

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