Il Genoa cerca continuità contro Cagliari e Fiorentina

Dopo la meritata vittoria sull'Atalanta il Grifone dovrà raccogliere risultati positivi nella trasferta odierna in Sardegna e sabato al Ferraris con i viola

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Vittorio Sirianni
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Il Genoa, sabato sera, ha battuto l’Atalanta, Gasperini, il Var e l’arbitro. Ha sgominato tutti con una prestazione davvero encomiabile. E ha pensato soprattutto di aver trovato (forse) il suo nuovo…Gasperini. Ora che Prandelli ha fatto capire di “aver capito” questo misterioso Grifo, speriamo che la smetta di aleggiare sull’ambiente rossoblù quel fantasma che si chiama Gasperini. Basta, non ne possiamo più di sentire, amici e cronisti, di tornare continuamente a pensare al gioco di Gasp del passato.

Sabato il tecnico bergamasco è stato “distrutto” sul suo gioco proprio da un certo Prandelli: distrutto da tutti i punti di vista, tecnico e psicologico. Inutili le belle (e un po’ ipocrite) parole di Gasperini a fine gara: “Sono contento di aver perso col Genoa”.

No, Gasp, eri incavolatissimo (come abbiamo visto sul campo) per essere stato costretto a dover chinare il capo a chi ti ha dato lezioni di gioco.

Ora naturalmente, si tratterà di dare continuità a questa impostazione, perché una delle caratteristiche del Grifo è sempre stata la discontinuità: una gran bella partita che fa sperare; immediatamente dopo una brutta gara che fa ripiombare nella disperazione.

A chiusura del girone di andata, ci sono ora il Cagliari fuori casa e la Fiorentina al Ferraris. Se il Genoa giocasse come contro l’Atalanta, dovrebbe (ovviamente sono ipotesi) vincere entrambe. Ma sarà proprio così? La parola passa a Prandelli, che, allontanati i vittimismi, afferma che la “strada giusta” è arrivata. Squadra ben compatta (certo non sono mancati errori, specie difensivi), dotata di volontà e consapevolezza, grinta e coraggio; anche quella “buona” cattiveria che non deve mancare mai, alla faccia di Gasperini che lamentava la non espulsione di Romero.

Si diceva che il Genoa ha battuto sia il Var, sia l’arbitro. Il Var perché non si è capito bene per quale motivo si volesse infierire contro il Genoa; passi infatti sul secondo rigore, ma sul primo è come andare a cercare il famoso ago nel pagliaio, così come aver negato il gol a Piatek definendo quel tocco “indolore” di Toloi un’autorete. Incredibile: abbiamo visto assegnare gol a chi tirava e la palla veniva clamorosamente deviata da un difensore, spiazzando il proprio portiere; abbiamo visto assegnare autogol incredibili, non considerati tali. Evidentemente, il Var è bravo a cogliere situazioni inutili o inesistenti, come l’alluce di Piatek a Roma (2 centimetri) per annullare un gol regolare (non parliamo del rigore su Pandev).

Visto che il grande “pistolero” sta battendo il “diecimilioni al mese CR7”, dunque un dio da non toccare…che ci sia anche un pizzico di condizionamento psicologico?

Comunque, ora bisogna guardare avanti e tutti si chiedono cosa farà il presidente a gennaio per rafforzare la squadra. Già: facciamo un’ipotesi. Se la squadra è quella che ha “distrutto” l’Atalanta (in odore di Europa), è fattibile migliorarla? Se giocasse sempre così, chi mai la toccherebbe? Quindi, i rinforzi diventerebbero superflui.

Purtroppo, soprattutto per il Grifo, la continuità non è una sua caratteristica peculiare, per cui, anche avendo un assetto tecnico di buon livello (come sarebbe quello visto con i bergamaschi), uno sguardo al mercato bisognerà darlo. Attenzione, però: non si pensi ad un nuovo portiere, perché Radu è eccellente e bisogna stare attenti a non demotivarlo con l’arrivo di altri…è Radu trovare un giovane così bravo.

Vittorio Sirianni

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