Garantisce Damiani: “Dopo Pruzzo, Piatek sarà il miglior bomber che ha avuto il Genoa”

Domenica al Ferraris, “Flipper” è rimasto incantato dalla potenza dell’attaccante polacco che ha segnato il gol vittoria del Grifone

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Damiani e Pruzzo
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Tutto è avvenuto a metà ripresa: Ballardini ha deciso di lasciar perdere i tanti “suggerimenti” dei cosiddetti “soloni” che, per una settimana, lo avevano ossessionato perché, dopo la debacle di 13 minuti, il tecnico avrebbe dovuto assolutamente mettere un uomo in più a centrocampo, coprire la difesa ecc…

E così Balla aveva fatto, ottenendo con il modulo “suggerito”, il più brutto tempo mai visto giocare dal Genoa. Allora, alla ripresa, che ha fatto? Ha lasciato perdere moduli e tattiche, inserendo quei giocatori che avevano “voglia”, determinazione, consapevolezza di giocare assieme ai compagni aiutandosi a vicenda. Uomini che avevano ritmo, velocità e “furore”.

Tutto cambiato, dunque: a cominciare dalla sua camicia. E’ stato piacevole vedere l’immancabile “gentiluomo” Marco Pellegri aiutare il mister a cambiarsi d’abito, quasi sembrava di essere in un camerino di un grande attore, quando appunto cambia veste per interpretare un nuovo personaggio. E chi meglio di un gentleman quale Pellegri poteva suggerire la nuova “mise” al mister? Bella, semplice, funzionale e soprattutto “portafortuna”. Eccolo dunque il Grifo “vero” di Ballardini, nato fuori dai “suggerimenti”: bello, veloce, con la voglia di vincere. Il gioco non è apparso eccezionale, ma il risultato sì e quel Piatek è stato il “finimondo”.

Il problema dunque del Grifo non sono i moduli o le tattiche: sono gli uomini che scendono in campo con l’atteggiamento giusto. Qualunque modulo si voglia adottare, se poi i giocatori non sanno interpretarlo, si può mettere in campo anche un qualsiasi “padreterno” ma non c’è nulla da fare. “Un giocatore deve dare il meglio di sé – ha affermato Ballardini – e questo deve cercarlo con furore”. Ecco: il furore è quello che è servito alla squadra, grazie soprattutto a Kouamé, a Lazovic (stranamente è esploso) e Pereira.

Ora Ballardini attende anche Sandro, di cui si dice un gran bene: okay, speriamo però che anche lui metta quel “furore”, altrimenti quello che tutti dicono abbia in corpo questo gigante va tutto in fumo.

Rossoblù a 6 punti e una partita in meno: niente male! Lo scorso anno c’era stato un avvio disastroso. Quest’anno si comincia a mettere fieno in cascina, perché è risaputo che il calcio è imprevedibile e qualche calo arriva sempre. La vittoria sul Bologna ha dimostrato che i gol presi contro il Sassuolo si riferivano soltanto ai famosi 13 minuti e non alla distruzione tecnica totale della squadra. Se pensiamo a cosa si è detto di Spolli e Marchetti, vengono i brividi: domenica il difensore argentino ha disputato una gran partita, così come il portiere ha fatto pienamente il suo dovere e Ballardini lo ha riconfermato con decisione.

Anche su Piatek il mister ha voluto andarci piano, senza trionfalismi, ma con la consapevolezza che ha tra le mani un vero campione, che tuttavia bisogna saper gestire e infondergli allo stesso tempo umiltà e serenità: “Lo sappiamo – ha detto il mister – è facile il trionfalismo e quanto sia facile sparargli addosso”. In tribuna c’era anche il mio amico Oscar Damiani che mi ha detto: “Guarda, Piatek dopo Pruzzo sarà il miglior bomber che ha avuto il Genoa”.

Domenica scorsa, la tribuna del Ferraris era ricca di vip a dare uno sguardo a questo Grifone che aveva preso le cinque “sberle” a Reggio Emilia. Tutti a chiedersi: “Ma allora quello non era il Genoa?”. Eh già! Se lo sono chiesto Cesare Prandelli (che aspirerebbe a sostituire Inzaghi), così come Mario Bortolazzi (che spera in un ritorno al Bologna assieme al suo amico Roberto Donadoni). Se lo è chiesto Enrico Preziosi, in camicia di lino, che ha tirato un sospiro di sollievo: “Allora ho comprato bene!”…

Vittorio Sirianni

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