Bando ai disfattismi in casa Genoa: sotto con Chievo, Frosinone e Parma

Non dimentichiamo che i rossoblù, a quota 6, hanno un punto in più di Milan, Atalanta, Torino, Roma e Cagliari, con una partita in meno. Occorre però una pronta riscossa

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni
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Preziosi era davvero furioso, dopo la gara: ma sembra abbia confermato che per ora Ballardini non si tocca. Certo, i quattro gol presi, con i cinque di Reggio, non fanno bene al cuore rossoblù. Ma ancor più male si farebbe a tutto l’ambiente se, già da ora, si pensasse a un nuovo tecnico (Nicola?). Inizierebbe quel solito cataclisma di voci che rovinerebbe il clima di questi momenti.
Andiamo cauti: ora ci sono tre partite accessibili (Chievo e Parma in casa e Frosinone fuori). Bensì è possibile, anzi certo, che il Grifo tornerà ad essere quella squadra che ha fatto bene, fino ad oggi, almeno in tre o quattro occasioni. Non dimentichiamo che i rossoblù, a quota 6, hanno un punto in più di Milan, Atalanta, Torino, Roma e Cagliari, e con una partita in meno. Dunque, preoccupazione certo, ma guai ad iniziare i piagnistei soliti e le solite “voci” di cambi.
DIFESA – E’ vero, quest’anno la difesa non funziona. A cominciare da Spolli, che – si è visto subito – non è in un’annata buona. E poi la fusione dei reparti ancora non va, perché la difesa dovrebbe integrarsi perfettamente con il centrocampo e qui casca l’asino. E’ proprio in questo “territorio centrale” che il Grifo rivela lacune. Si spera nel rientro di Sandro, ma i problemi per Balla ci sono. E’ nostra impressione che quando il tecnico ha adottato il 3-4-1-2 le cose sono andate meglio. E quel Pandev alle spalle di Kouamé e Piatek non era proprio male.
Comunque, al di là degli aspetti tattici, sono sempre i giocatori che accusano battute d’arresto, sul piano psicologico, sulla mancanza di “voglia”, di determinazione, di grinta, di motivazioni. Siamo al solito discorso: Ballardini avrà i suoi limiti, ma sono sempre i giocatori ad entrare in campo. A sentire loro c’è la voglia di un forte riscatto, ma poi quando entrano in campo sembra perdano improvvisamente lo “scatto emozionale” che serve per vincere.
Ci sono però alcuni dati consolatori: Piatek continua a segnare ed è un bene anche se Ballardini continua a dire che “non è un campione”, ma lo diventerà, così come Sandro è augurabile che sia l’uomo-salvezza, anche se Ballardini dice (giustamente) che “non basta un solo uomo a risolvere il problema”.
Ora naturalmente il Grifo deve fare punti, anche se la classifica non è male, il tecnico dovrà soprattutto tentare di “motivare” meglio i suoi uomini, far capire loro che sarà l’atteggiamento che prenderanno in campo a risolvere felicemente i problemi, sia nella fase difensiva che in quella offensiva. E’ curioso che la bella e forte difesa dello scorso anno si stia sfilacciando: i singoli sono di primissimo ordine, lo stesso Gunter è uomo interessante e anche se Spolli non va bene, il sostituto non manca.
Un interrogativo che ci poniamo è però questo: Criscito è davvero quello che ci aspettavamo? L’uomo chiave della squadra, l’uomo leader del complesso che offre con la sua presenza sicurezza e garanzie tecniche e psicologiche? Per noi questo, al momento, è ancora un punto interrogativo.

Vittorio Sirianni

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