Arbitri, cambiamo tutto

Si dovrebbe istituire un nuovo sistema, magari affidato ad un “service” esterno staccato da federazioni e leghe varie. Da cambiare il Var che così com'è crea soltanto problemi ai club

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Vittorio Sirianni
Vittorio Sirianni
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Il nostro campionato sta marcendo, sta diventando inaffidabile, dominato purtroppo, da un sistema arbitrale incredibilmente inefficiente. Arbitri e la fatidica e malvagia Var hanno preso tutto il potere e decideranno, ormai, i destini del campionato e delle sue protagoniste.

Gli errori decidono ormai le partite: il sistema arbitrale è sfilacciato. Tutto dipende ormai da una decisione arbitrale e da una altrettanto condizionante decisione della Var.

Lo abbiamo visto proprio ieri all’Olimpico, ma lo abbiamo visto anche negli altri turni di campionato, quando o la Var o gli arbitri non si capiscono: una volta decide l’una, un’altra volta il direttore di gara e così via.

Il dramma è il seguente: le società e le squadre sono impotenti, non hanno mezzi per reagire a questi gravissimi torti che subiscono. E certe decisioni da fantascienza o da “paranormali” influiscono sul futuro di un club, decidendo il suo destino che potrebbe arrivare, nei casi estremi, alla “bancarotta calcistica”.

Ma agli arbitri non interessa, perché pensano alla carriera. Intanto, resta sempre più in vigore la discrezionalità che è il grande dramma dell’arbitraggio: il Var sembra averla intensificata, piuttosto che limitata.

Quel che è successo a Roma è significativo: noi ci chiediamo perché arbitri che non vedono rigori più che evidenti (e ricordiamo anche, per non essere campanilisti, quello della domenica precedente su Zaniolo della Roma) non vengano radiati e mandati a casa. O dar loro una specie di “daspo”, come si fa con i tifosi cattivi, da due a cinque anni (almeno) così chi sbaglia si toglie definitivamente di torno e consentirebbe un sistema arbitrale netto e sereno. A nostro avviso sarebbe ora di cambiare tutto: via tutti gli attuali responsabili, pulizia su tutti i fronti. Con un nuovo sistema, magari affidato ad un “service” esterno staccato da federazioni e leghe varie.

Ormai siamo purtroppo al sospetto puro, perché gli errori sono talmente gravi e clamorosi che anche chi considera l’arbitro (come noi) in buona fede, inizia ad avere qualche dubbio.

Detto questo, parliamo del Genoa che continua a giocare bene e a non vincere mai. Anche Prandelli ha capito quale specie di “malocchio” gravi ancora sulla capoccia del Grifone: perché ormai da otto gare, pur disputando partite convincenti purtroppo perde quasi sempre. Ieri ci mancava soltanto Di Bello che ha “defraudato” (definizione più azzeccata Prandelli non poteva farla) i rossoblù compromettendone il futuro: ora si trova in una posizione poco felice di classifica. Avrebbe potuto avere tre punti in più.

Ma a cosa servono arbitri e Var, me lo dite? La Var è servita a verificare la lunghezza dell’alluce di Piatek in fuorigioco quasi inesistente, mentre non serve a suggerire a Di Bello che un certo Pandev era stato scaraventato a terra, colpito da una pedata e tutto ciò visto da 30mila persone. Che coerenza il Var!

Diciamo, tanto per consolarci, che un certo tipo di gioco ora si sta vedendo e che Prandelli sta cercando di fare del suo meglio (anche contro il malocchio). Ma dovrà lavorare parecchio in difesa: non si possono prendere due gol come quelli di Kluivert e Cristante. A proposito di Var, possiamo dire di essere non in un campionato di calcio, ma in un Var…ietà di bassissimo ordine, quasi da avanspettacolo!

Vittorio Sirianni

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