Rinasce il Genoa Club New York: “Il fascino del Grifone negli USA”

Daniele Savino Ben, il portavoce: "Rappresentiamo l'identità di questa città. Vogliamo trovare tanti genoani e genoane di seconda e terza generazione"

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New York è solo rossoblù, recita lo slogan del Club
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Il 22 maggio 1991, presso il ristorante “Il Barolo” di SoHo, si festeggiò la fondazione del Genoa Club New York. Quattro giorni dopo il Grifo battè 2-0 la Juventus nell’ultima di campionato conquistando l’accesso in Coppa Uefa: il battesimo portò una discreta fortuna ai ragazzi di Bagnoli. Il club ha subíto le ingiurie del tempo ma un volenteroso drappello di genoani newyorchesi vuole rivitalizzarlo.

Pianetagenoa1893.net ha intervistato in esclusiva Daniele Savino Ben, portavoce del GCNY: «L’idea della ristrutturazione è venuta a Michele Capozzi e Ivano Angelotti, due fondatori presenti nel ’91 (primo presidente fu Carlo Romairone, ndr), dopo la sconfitta nell’ultimo derby: è emerso l’orgoglio rossoblù, hanno contattato me e altri per riattivare il movimento». Il club attualmente conta una decina d’iscritti: «Vogliamo arrivare salire a trenta in breve tempo. Abbiamo perso l’originale struttura perché molti soci sono rientrati in Europa o non vivono più a New York. Speriamo che l’inaugurazione arrivi entro fine stagione».

New York è tanto grande da ospitare molti genoani, il club li vuole riunire in una grande famiglia. Le ricerche possono iniziare dal Village, quartiere di Manhattan – nido della Beat Generation – che in passato parlava genovese. «Se i nonni hanno cresciuto a dovere i loro nipotini ci saranno sicuramente genoani e genoane di seconda e terza generazione» spiega Savino. Il club rappresenta a pieno l’identità newyorchese degli iscritti: «Non lo intitoleremo a nessuno per questo motivo. Si narra che Frank Sinatra fosse genoano, magari contribuiremo a trovare una piena prova del suo amore per il Grifone».

Il Genoa Club di New York non fa più parte dell’ACG: «Contiamo di rientrarci non appena avremo un buon numero di soci». Idee chiare, insomma, come il fascino che esercita il Grifone negli Stati Uniti: «E’ un mercato “fresco”, dove gli appassionati crescono di giorno in giorno. Essendo la prima squadra italiana il brand ha molto appeal: negli ultimi anni il Genoa è stato molto attivo localmente organizzando il campus dei ragazzi. Ci sono le basi per fare bene».

Opinione opposta quando si tratta di analizzare la mezza stagione rossoblù: «Sicuramente non è positiva. Con questa rosa speravamo che il Genoa fosse in una zona di classifica diversa, più tranquilla. Ora speriamo che il lavoro di Ballardini e della società faccia la differenza». L’italoamericano Giuseppe Rossi può essere un traino per il club di New York? «Tutto può aiutare, se Pepito passerà nella Grande Mela saremo molto lieti d’incontrarlo» conclude Daniele Savino Ben.

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