LETTERA/Ivano Ugolini: «Caro presidente Preziosi, perché Piatek, Kouamé e Romero non possono restare fino a giugno?»

Il nostro lettore scrive: «Capisco che è difficile districarsi nella giungla del campionato italiano di calcio, ma capisco anche che ci voglia un minimo di rispetto per chi come me sottoscrive un abbonamento con un piccolo sacrificio economico»

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Preziosi Genoa
Il presidente Enrico Preziosi (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Egr. presidente Preziosi,

è la prima volta che mi decido ad affidare qualche mio pensiero ad un sito d’informazione e lo faccio con molta tranquillità e credo obiettività. Sono un tifoso che ha l’abbonamento da tempo immemorabile e non ha mai esposto cartelli contro di lei o la sua famiglia. Ho sempre cercato di trovare il bicchiere mezzo pieno anziché quello mezzo vuoto in tutte le sue scelte societarie. Sto bene quando il Genoa vince, sto male quando perde ma non me la prendo mai con nessuno. Capisco che è difficile districarsi nella giungla del campionato italiano di calcio, ma capisco anche che ci voglia un minimo di rispetto per chi come me sottoscrive un abbonamento con un piccolo sacrificio economico. Quest’anno ho fatto come sempre un abbonamento al buio, senza vedere da parte sua grandi investimenti, sperando di avere un po’ di fortuna. E la fortuna è arrivata (può essere chiamata intuito, bravura degli scout, una congiunzione astrale). Fatto sta che ci siamo ritrovati in casa 3 giocatori di ottimo livello che speravamo ci potessero far divertire per tutta una stagione. A quanto pare non sarà così, qualcuno sarà sacrificato già a gennaio mentre gli altri lo saranno sicuramente a giugno. Ma le sembra giusto? Siccome non si può parlare di “progetto tecnico” a lunga scadenza almeno vorrei qualche piccola gioia per una intera stagione, questa non credo si possa definire una richiesta folle. Non chiedo la luna, chiedo solo un pò di rispetto per chi come me vive il Genoa tifando, non insultando nessuno, con un pizzico di felicità quando si vince ed una bella dose di amarezza quando si perde. Solo questo chiedo.

Ivano Ugolini – Genova

(Riceviamo e pubblichiamo)

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