Lettera/Gianluca Zurlo: «Lo striscione del Genoa Club Trieste? Non entra, è provocatorio per i tifosi friulani»

Il presidente del sodalizio rossoblù ci racconta uno spiacevole episodio capitatogli fuori dalla Dacia Arena

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Lo striscione del Genoa Club Trieste esposto nel 2015 nello stadio di Udine (Foto inviata dal presidente Gianluca Zurlo)
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Sono Gianluca Zurlo, presidente in carica del Genoa Club Trieste. Purtroppo vi scrivo per un episodio assurdo accaduto in occasione del match tra Udinese e Genoa del 30/03/2019. Come spesso si sente dire in televisione da giornalisti e politici, il tifo deve essere colore e passione, si reclama a gran voce il ritorno delle famiglie allo stadio condannando, giustamente, ogni forma di violenza. Questi proclami, come la gran maggioranza, vengono però smentiti dai fatti che vedono bandite bandiere e stendardi innocui per poi dopo sentire sui telegiornali di scontri e addirittura morti al di fuori dello stadio, sarà forse perché questi scontri sulle pay tv durante le partite non si vedono? Per non parlare dei prezzi di abbonamenti e biglietti, la situazione economica italiana è davanti agli occhi di tutti, la disoccupazione è a livelli storici, e poi per prendere dei biglietti per la famiglia devo chiedere un fido? Oppure mettere le partite di lunedì, famoso giorno festivo, magari in città già complicate di per sé aggravate anche da un crollo di un ponte fondamentale come Genova? Si vuole portare le famiglie allo stadio o sul divano a pagarsi un abbonamento a SKY e/o DAZN?

Detto questo, sabato noi membri del Genoa Club Trieste, composto dalla maggior parte da genovesi trasferiti per vari motivi a Trieste, ci siamo recati come ogni anno carichi di entusiasmo e colorati alla Dacia Arena di Udine. Con noi abbiamo portato, come ogni singolo anno, il nostro stendardo con la pericolosissima scritta “Genoa Club Trieste” con un grifone che mantiene un’alabarda (simbolo della città di Trieste che ci ospita). Da anni questo stendardo è entrato regolarmente in vari stadi italiani, compreso quello di Udine dove, ripeto, ci rechiamo ogni anno. Questa volta, però, ci siamo trovati una bella sorpresa all’ingresso del settore ospiti: il nostro stendardo non è entrato perché la scritta Trieste è stata ritenuta come, non so bene nemmeno come definirla, provocatoria nei confronti dei tifosi friulani con cui c’è una stretta amicizia pluriennale, e cori e striscioni di sabato ne sono la prova.

Premesso che, sono perfettamente consapevole che ogni bandiera, striscione o stendardo deve essere autorizzato una settimana prima, ma stiamo parlando di uno stendardo che rappresenta un club di tifosi di una squadra di Genova trasferiti a Trieste, e sono più che sicuro che a nessun friulano avrebbe creato alcun disagio la scritta Trieste su uno stendardo del Genoa, se ne conoscete qualcuno io sono a disposizione. In ogni caso, dal prossimo anno, chiederò l’autorizzazione per poter portare i jeans piuttosto che i pantaloni della tuta, non vorrei mai rischiare di dovermi recare allo stadio in mutande. Anche perché in caso sarei davvero provocatorio.

Il Presidente del Genoa Club Trieste

Gianluca Zurlo

(Riceviamo e pubblichiamo)

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