(S)Visti da Lontano – Il vero problema del Genoa è il centrocampo

La squadra dopo il vantaggio si è squagliata per l’assenza di una “mente pensante” capace di capire il momento, abbassare i ritmi, tenerla unita e accompagnarla indenne all’intervallo

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Hiljemark (Foto Genoa cfc Tanopress)
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Il Genoa dell’anno scorso avrebbe costruito la vittoria sulla rete del “Pistolero” Piatek, gestendo metro per metro e minuto per minuto il vantaggio meritatamente conseguito.

Ballardini nella passata stagione è riuscito a subire soli 24 gol in 26 partite, contenendo qualsiasi avversario e subendo al massimo 2 gol in una partita, eccezion fatta per il 2-3 interno contro la Fiorentina in una partita terminata in 9. Il Balla era riuscito a perdere con il minimo scarto anche a Torino sponda Juve e Napoli.

La squadra dopo il vantaggio si è squagliata per l’assenza di una “mente pensante” capace di capire il momento, abbassare i ritmi, tenerla unita e accompagnarla indenne all’intervallo. Il vero baco-buco è li in mezzo. Bertolacci manca come l’aria. Sandro è forte ma non è ancora uscito dai box.

Sicuramente ieri vi è stato un atteggiamento sbagliato, ma il centrocampo affidato a Romulo, Hiljemark, Criscito e Lazovic preoccupa. Non possiamo buttare la croce addosso alla sola difesa.

Davanti invece tante note positive. Pandev ha una classe straordinaria e sembra ringiovanito di 10 anni. Il suo stop al volo in area con dribbling incorporato, sul momentaneo 1-1, rappresenta uno dei migliori gesti tecnici visti al Genoa nell’era Preziosi. Piatek il pistolero segna con una facilità disarmante: sette gol in tre partite non possono essere un caso. Favilli è entrato bene in partita, dimostrando di essere calciatore vero e di poter coesistere con il polacco: non a caso il terzo gol del Genoa è un regalo della premiata ditta. La fase offensiva insomma promette gol e divertimento.

Tra due domeniche la contro-prova contro il Bologna di un Inzaghi già all’ultima spiaggia.

Federico Santini

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