(S)Visti da Lontano – Da Frosinone a Frosinone la stagione è stata compromessa dalle scelte societarie

Dalla gara di andata in Ciociaria, c'è stato un triplo cambio di allenatore, cessione di Piatek incastrata nella solita rivoluzione di gennaio. anche la stagione 2018-2019 sarà archiviata come l’ennesima stagione del “vorrei ma non posso” del Genoa

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Federico Santini
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Il Genoa inciampa sul Frosinone e con soli due punti contro le cenerentole del campionato non riesce a chiudere il discorso salvezza. I fischi alla squadra sono stati ingenerosi e ingiusti. Prandelli e i calciatori, con sei risultati utili consecutivi, stanno comunque facendo bene. Solo un mese fa molti (me incluso) temevano di retrocedere.

Da Frosinone a Frosinone, del resto, è difficile aspettarsi di più da questa squadra, che tanto per dare l’idea, ieri è scesa in campo con ben 5 titolari diversi rispetto all’andata: Spolli, Sandro, Romulo, Pandev, Piatek.

Da Frosinone a Frosinone la stagione è stata abbondantemente compromessa dalle scelte societarie: triplo cambio di allenatore, cessione di Piatek incastrata nella solita rivoluzione di gennaio.

Le premesse, 1 girone fa, erano decisamente migliori, settimo posto a 17 punti e ambiente con il morale alle stelle. E invece ecco qui, nonostante le solite promesse, la solita stagione.

Alla 26 esima giornata dello scorso campionato il Genoa aveva, proprio come oggi, 30 punti, e il vantaggio sulla terz’ultima, la Spal, era di 10 lunghezze (9 sul Crotone che sarebbe poi retrocesso).

Due anni fa, stagione 2016-2017, il Grifone di questi tempi aveva 26 punti (media 1 a giornata), Mandorlini in panca e ben 13 punti di vantaggio sul Crotone che si sarebbe alla fine salvato dopo una rimonta pazzesca.

Nella stagione 2015-2016 il Genoa di Gasperini arrivava alla 26 esima con 28 punti, solo 5 in più proprio del Frosinone che sarebbe poi retrocesso.

Alla fine dei salmi, anche la stagione 2018-2019 sarà archiviata come l’ennesima stagione del “vorrei ma non posso” del Grifone.

In questo scenario, fischiare Prandelli e i calciatori, è profondamente ingiusto. La colpa del non-spettacolo di ieri, così come quello di Verona, è tutto di Preziosi, Perinetti e dei loro collaboratori.

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