Pareggio 1-1 nel derby: una quota 13 che non accontenta nessuno

Il celebre statistico genoano Marco Colla spiega che il risultato della stracittadina, terminato con questo risultato di parità domenica scorsa, si è verificato non molte volte

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Romulo
Romulo in azione (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Pareggio per 1-1 in un derby…un risultato che può fornire varie chiavi di lettura. O un punteggio che accontenta tutti (meglio due feriti che un morto) o che può non accontentare nessuno sia per esigenze di classifica che per ragioni di prestigio, e lasciare ad entrambi parecchi rimpianti. Eppure nei 71 confronti in serie A di sfide stracittadine l’1-1 si  è verificato soltanto 13 volte.

Il primo avvenne nel lontano 22 aprile 1948. Era un giovedi, si giocava di pomeriggio e fu una data imposta dalla Lega per ragioni di consulta elettorale (erano le prime elezioni politiche del dopoguerra). Alla presenza di parecchi spettatori assenti dal lavoro per…. improvvisi lutti in famiglia la partita finì salomonicamente con una rete per parte. Al genoano Dalla Torre, rispose Baldini. Un paio di anni più tardi, il 12 febbraio 1950 solita conclusione, ancora con la Samp in rimonta grazie all’argentino Sabbatella che nella ripresa equilibrò la rete di Formentin.

Ed eccoci al derby pasquale del 10 aprile 1955 quando la stracittadina venne decisa dai gol di Frizzi(Genoa) e Conti(Samp). Nessuna parentela con i due noti presentatori, il primo del quali compianto. Trattandosi di un derby pareggiato nella più importante festa religiosa di primavera, le voci maligne non mancavano. In effetti un pareggio serviva ad entrambe. Il 17 marzo 1957 il pareggio serviva eccome al Genoa terzultimo in graduatoria. Fini’ in parità con il grifone che beneficiò di un’autorete di Farina, salvo venir raggiunto a metà ripresa da Ronzon. Era il quarto 1-1 con rimonta doriana. In verità l’arbitro di quell’incontro, l’austriaco Mayer annullò due reti alla Samp, una di Ocwirk e una di Firmani, tanto che quest’ultimo cosi’ ironizzò negli spogliatoi: abbiamo segnato “quattro” reti ed è finita 1-1. Vi sembra giusto? Il 17 marzo 1984 il pari non sarebbe servito a nessuna delle due genovesi ultime e penultime in classifica. Il gol di Derlin a 15’ dal termine esaltò il Genoa di Silvestri, ma la celebre semirovesciata di Maraschi al 91’ gettò il grifone nel dramma e i doriani nella consolazione del “mal comune mezzo gaudio”. Ma quella prodezza di sarebbe rivelata determinante per i secondi : fu decisiva per il primato cittadino finale e per un inaspettato ripescaggio. Altra rete per parte il 7 novembre 1976 con la regia dell’arbitro Menicucci che concesse un penalty ciascuno, prontamente tradotti in rete da Pruzzo e da Callioni. E avanziamo di sei anni con la Samp matricola ma forte di Mancini, Brady ma soprattutto del presidentissimo Paolo Mantovani. Il 28 novembre 1982 il tecnico doriano Ulivieri si esalto’ alla rete iniziale dello stesso Mancini, ma dovette sopportare a dieci dal termine il meritato pareggio di Fiorini. Il vecchio Ferraris quel giorno fece registrare ben 57.986 paganti, record assoluto di presenze. Per la successiva parità con reti ridotte al minimo bisognerà attendere il 5 dicembre 1992 in pieno clima elettorale genovese (si votava per il ballottaggio del sindaco). Primo derby in serie A giocato in notturna, e prima stracittadina trasmessa in diretta da Tele più, antenata di Sky. Primo derby infine che vede una rete dopo appena 60 secondi. E’ Gennarino Ruotolo a sbloccare approfittando di un’uscita maldestra di Pagliuca. Ma nel finale di tempo rimedia l’inglese Platt. Nella ripresa un palo genoano con Detari, poi nulla più. Al ritorno il 10 aprile 1994 stesso canovaccio. Gol iniziale dell’olandese Vink, promessa genoana non mantenuta, e , nemmeno il tempo di esultare, pareggio di Jugovic. Il tutto nello spazio di un minuto. E’ questa l’ultima stagione il cui la vittoria valeva solo due punti.

Da allora sino a tutt’oggi i pareggi nel derby diventeranno merce sempre più rara. Ne conteremo appena cinque in ventitre sfide. Uno di questi, drammatico, il 14 aprile 2013. Il Genoa di Ballardini è in forte odore di retrocessione. La partita con i cugini si mette subito male: segna Eder su punizione. L’amministratore delegato del Genoa Zarbano è colto da un malore in tribuna, la Samp perde Krsticic vittima di un’entrata a forbice di Matuzalem, lo stesso Matuzalem pareggia a dieci dal termine con un tiro a parabola mal calcolato da Romero. Un pari che varrà oro per il Genoa che alla fine si salverà. Un 1-1 anche per Gasperini il 24 febbraio 2015. Partita che trova le sue emozioni nel primi venti minuti segna Falque al 17’, rimedia il solito Eder due minuti dopo. Tutto il resto sarà… noia come dice il “Califfo”. E domenica scorsa le due squadre …. hanno fatto 13.

Marco Colla

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