La ricetta di Marino: cedere Simeone. E Preziosi farà bene

Il 62enne dirigente campano ha detto la sua a La Repubblica - Genova: da tenere Pellegri e Laxalt, Mandragora ok da titolare, Ganz come riserva

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Pierpaolo Marino (Foto Giuseppe Bellini/Getty Images)
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La Repubblica – Genova stamattina ha scelto di dar voce a Pier Paolo Marino, dirigente campano dal 2015 senza squadra (in seguito al divorzio con l’Atalanta di Percassi) e accostato in tempi recenti anche a Benevento e Genoa. Il 62enne ha esordito confermando le potenzialità di Pellegri e chiosando come nel giro di pochi anni possa arrivare a valere 50 milioni, poi ha stimato in 15/20 milioni la quotazione di mercato di Simeone, uno che a suo dire ha fatto molto bene salvo la parte finale di Serie A in cui il calo però è stato generale. E appunto il Cholito, in quanto al top del suo rendimento, sarebbe uno dei migliori cartellini da vendere per sistemare il bilancio. Secondo Marino il Grifone non dovrebbe cedere Pellegri, ma lo steso dirigente ha affermato di non conoscere approfonditamente le esigenze di bilancio del club rossoblù. Secondo lui, artefice nel 2006 della promozione del Napoli, Laxalt dovrebbe restare poi al Genoa in quanto tassello fondamentale della rosa.

Ma non solo, perché a suo dire Mandragora sarebbe pronto per il posto da titolare nello scacchiere di Juric mentre Ganz bisognerebbe dosarlo dietro ad una prima punta su cui fare affidamento, per non bruciare un prospetto subissandolo di responsabilità. Serve di più dal mercato, afferma Marino, che per la retroguardia vede in Gabriel Paletta una vera e propria garanzia. Ha suggerito inoltre al Genoa di dare un’occhiata al mercato colombiano, ma subito dopo ha chiarito di non poter dare veri consigli chiudendo con una battuta su Preziosi, suo compaesano. Marino non crede che Enrico si sia stancato di fare il presidente, anche perché il suo Grifone è al momento invendibile e soprattutto privo di uno stadio di proprietà, ma altresì restando alla guida l’attuale patron tornerà a fare scelte giuste ed oculate.

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