Jack Savoretti, esportatore della genovesità con la maglia del Genoa

Il cantautore inglese ha origini nella Superba ed è un grande tifoso del Grifone

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Savoretti Genoa
Jack Savoretti al Ferraris (Foto Genoa cfc)

Il nuovo Bob Dylan, soprannome affibbiatogli dagli addetti ai lavori, non è solo un eccellente cantante. E’ un musicista capace di conquistare l’intera ed esigente piazza genovese, col picco di un sold out al Carlo Felice. E’ un artista che conserva orgogliosamente un legame fortissimo con Genova, partendo dal nonno (medico partigiano durante la Resistenza) e giungendo alla fierezza di poter vantare un parente che abbia contribuito al soprannome di “unica città liberatasi da sola”, di cui la Superba è stata fregiata. Il nipote di Giovanni Savoretti, Jack, di mestiere cantautore. E pure bene. Il suo repertorio è unicamente composto da canzoni d’amore, essenzialmente perché secondo lui non ce ne sono mai abbastanza in giro.
Brani dedicati alla moglie, in particolare tributi alla durata di un legame così forte e passionale al pari di quello che lega Jack ai colori rossoblù. E’ qui il bello: oltre alla sua donna, Jack parla di Genoa. Così come Sergio Pizzorno (leader dei Kasabian, che mise in vendita anche una sua chitarra per raccogliere fondi dopo l’alluvione del 2011), anche Savoretti è tifoso del Grifo. Forse ricorderete che il video della sua canzone “Home” fu girato al Ferraris, prima, durante e dopo quel Genoa-Juve in cui Antonini regalò una gioia immensa al popolo rossoblù. Il tutto è poi diventato materiale per il video, una raccolta unica di volti sorridenti di gente che aveva ancora addosso i segni dell’ennesima calamità naturale che si erano trovati a sopportare.
Jack non ha mai fatto mistero della sua fede calcistica, tant’è che quando si esibisce a Genova porta spesso indosso una maglia del Grifo o magari una sciarpa rossoblù. Sul suo profilo Imstagram compaiono spesso incitamenti e frasi d’amore nei confronti del Vecchio Balordo, quasi come quelli che inserisce nelle sue canzoni. La storia di Jack si trova oggi in edicola, tra le pagine de Il Giornale del Piemonte e della Liguria, in cui viene definito un “partigiano” della genovesità. E per fare un esempio, alla Genoa Food Experience, molti inglesi affermavano di aver conosciuto il capoluogo ligure proprio grazie a Jack.
Matteo Albanese
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