Gazzetta dello Sport, perché l’Italia ha perso Pellegri

Ieri l'ufficialità, 25 milioni certi dal Monaco: ma cosa perde l'italia con la cessione?

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Pietro Pellegri (Foto Genoa cfc)
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Un piccolo fenomeno, dal fisico prestante (quasi 1,90 m), dal paragone facile con Vieri, dal futuro assicurato. Questo è il giovanotto che il Genoa ha perso, dopo l’ufficialità arrivata ieri. Pietro Pellegri è l’ennesima next big thing del calcio italiano, quella che girava da tempo sui taccuini degli osservatori e che Ivan Juric non s’è fatto problemi a buttar nella mischia. Tuttavia è anche quello per cui il Monaco non s’è fatto problemi ad alzare oltremodo l’asticella del prezzo sul cartellino: la Juventus s’era fermata a 10 milioni certi più altrettanti di bonus, dal Principato non hanno badato a spese (25 fissi e 5 in proporzione variabile). Plusvalenza totale per un Genoa che saluta un ragazzo genovese, genoano, figlio del team manager Marco e cresciuto col Grifone cucito al petto.

A livello di stipendio, si passa dai 160mila rossoblù (meno pagato in rosa) al milioncino tondo rouge et blanc. Proprio al Louis II, dove sperano di ripetere l’operazione fatta con Kylian Mbappé, intravedono un calciatore dal sicuro avvenire: resta solo da valorizzarlo adeguatamente, perché alcuni all’estero ce l’hanno fatta mentre altri sono crollati nel dimenticatoio. Certo, i record di Pellegri sono ormai roba nota. Il 22 dicembre 2016, coi suoi tre minuti più recupero a 15 anni, 9 mesi e 6 giorni, ha polverizzato il record di Amedeo Amedei (che durava dal 1937) circa il più precoce giocatore ad aver calcato i campi di Serie A. Nell’ultimo turno dello scorso campionato s’è preso il terzo posto nella classifica dei più giovani marcatori, dopo Amadei e Rivera, in un Olimpico pieno di lacrime per Totti. Infine, il 17 settembre, ecco la doppietta all’altra squadra di Roma, la Lazio. A riportare la notizia, La Gazzetta dello Sport.

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